domenica 21 giugno 2015

Ann & Nancy Wilson (Heart) Stairway To Heaven



Nel 2012 i Led Zeppelin vengono premiati per la loro carriera al Kennedy
Center Honors evento durante il quale si premiano personaggi importanti
della musica . I Led Zeppelin hanno lasciato un segno nella musica rock
di tutti i tempi, è durante la serata Ann & Nancy Wilson salgono
sul palco con la loro versione della famosissima Stairway to Heaven,
anche Robert Plant, cului che lo ha scritto non riesce a trattenere le
lacrime.

Qui sotto la versione dal vivo dei Led Zeppelin


C’è una donna che è certa che tutto ciò che luccica sia oro,
E sta comprando una scala per il paradiso.
Quando vi  sarà giunta, se i magazzini saranno tutti chiusi
Con una parola lei potrà ottenere quello per cui è venuta. 
Ooh. Ooh, e lei sta comprando una scala per il Paradiso.


Il suo destino è segnato ma lei vuole essere certa
Di non prendere lucciole per lanterne.
Su di un albero vicino al ruscello un uccello canoro Canta. 
Alle volte tutti i nostri pensieri creano apprensione.

Ooh, questo mi dà da pensare
Ooh, questo mi dà da pensare

 

Quando guardo verso ovest provo una certa sensazione,
E la mia anima mi  sollecita fortemente la partenza.
Nei miei pensieri ho visto anelli di fumo attraverso gli alberi,
E inteso le voci di quelli che stanno a guardare.

Ooh, questo mi dà da pensare
Ooh, questo mi dà da pensare.

 

E si mormora che presto se noi tutti avessimo ferma volontà,
allora il pifferaio ci condurrà alla ragione.
E sorgerà un nuovo giorno per coloro che da tanto aspettano,
e le foreste echeggeranno di risate.

 

E se c’è un certo fermento nel tua siepe, non ti allarmare,
Altro non è che la pulizia di primavera per le festività di maggio.
Sì, ci sono due strade da percorrere, ma alla lunga
C’è ancora tempo per cambiar direzione.

E questo mi dà da pensare.

 

La testa ti ronza, ed il ronzio non se ne andrà nel caso tu non lo sapessi
Il  pifferaio ti chiama per unirti a lui
Cara Signora, senti il soffiare del vento, e sai
Che la tua scala si trova sul mormorare del vento?

 

E mentre procediamo lungo la strada
Le nostre ombre s’ingigantiscono più della nostra anima,
Là cammina una signora che tutti conosciamo
Che splende di luce bianca e vuole mostrarci
Come ogni cosa ancora diventi oro.
E se si ascolta con molta attenzione
La melodia alla fine ti raggiungerà
Quando tutti sono uno e uno è tutti
Per essere saldi come roccia e non rotolare via.

 E lei sta comprando una scala per il paradiso.

sabato 6 giugno 2015

LEO FERRE' - L'arte della rivolta .




TETES DE BOIS per Leo Ferré – “EXTRA”

Ala Bianca Records/distrib. Warner, cat. ABR 128554100-2,
(CD e FILES DIGITALI)
secondo CD in digipack sulle canzoni di Leo ferré;
1 testo inedito di L. Ferré con le musiche dei Têtes de Bois;
9 brani inediti tra cui la title track;
1 live del brano Il tuo stile cantato da Francesco Di Giacomo; 
Special guest:
Francesco Di Giacomo e Le luci della centrale elettrica.

A vent’anni dalla sua morte i versi di Léo navigano tra i pensieri affannati delle nostre vite quotidiane e tutto graffia la pelle di chi è seduto comodamente e invade le anime congelate. Ancora per una volta amore e rivolta.
Extra”, dieci tracce in cui i versi fanno l’amore nella testa di chi legge, sotto lo sguardo del Dio dei graniti che non ha pietà, tra le conchiglie figuranti e le nacchere risuonanti e un coltello che apre la madreperla pura e un pescecane che nuota in libertà provvisoria.
Baudelaire, Verlaine, Rimbaud musicati da Ferré, Ferré musicato da Ferré e Ferré musicato e ri-arrangiato dai Têtes de Bois.
Ospiti di “Extra” sono Vasco Brondi ( Le Luci della Centrale Elettrica), che canta con Andrea Satta un brano cui era già molto legato “Tu non dici mai niente” e, con amore e dolore, Francesco Di Giacomo ne Il tuo stile”, ghost track del disco, registrata live all'Auditorium Parco della Musica di Roma nel giugno del 2013.
Tutte le nuove traduzioni dei versi di Ferré, Rimbaud, Baudelaire, Verlaine sono state affrontate con Giuseppe Gennari, il professore, cercando di farne canzoni del Duemila e di non tradirne l'umore.
Con Anna D'Elia si è invece lavorato per portare in Italiano “Tango” un testo cui Léo non aveva ancora regalato la musica e con cui i Têtes de Bois si sono cimentati immaginando di poter ripetere quello che lui fece musicando i poeti maledetti.
Ugo Nespolo ha donato il disegno per la copertina, la porta che apre all'inferno e al paradiso.
Sergio Staino, il suggeritore, il gusto, l'abbraccio e la casa prima di partire,  ha contribuito a rendere questo progetto possibile.
Il digipack e il booklet sono disegnati anche stavolta da unatandemartalicio, la nostra Marta Dal Prato e il nostro Licio Esposito.
 Il pianoforte utilizzato per le registrazioni del disco è quello di Léo Ferré.

TRACK LIST

1) Tango
2) Il mare e la memoria
3) La maliziosa
4) Extra
5) Se te ne vai
6) Ti rivedo ancora
7) Pattinava
8) L'eautontimorumenos
9) Tu non dici mai niente – Feat. Le luci della centrale elettrica



                        (Tango)


La poesia non canta più


La poesia moderna non canta più... striscia.Però ha il privilegio della distinzione... non frequenta le parole malfamate, anzi le ignora.Si prendono le parole con le pinze: a "mestruale" si preferisce "periodico", e si ripetono dei termini medici che non dovrebbero uscire dai laboratori o dai trattati di medicina.Lo snobismo scolastico che consiste nel non usare in poesia che certe parole ben definite, nel privarla di certe altre, che siano tecniche, mediche, popolari o dialettali, mi fa pensare al prestigio dei baciamano e delle vaschette lava dita.
Non sono le vaschette lava dita a rendere le mani pulite né il baciamano crea la tenerezza.
Non è la parola che fa la poesia, è la poesia che illustra la parola.
Gli scrivani che fanno ricorso alle dita per sapere se tornano i conti dei piedi, non sono dei poeti: sono dei dattilografi.
Oggigiorno il poeta deve appartenere ad una casta, a un partito o al bel mondo.


Il poeta che non si sottomette è un uomo mutilato.
La poesia è un clamore e deve essere ascoltata come la musica.
La poesia destinata ad essere soltanto letta e rinchiusa in veste.tipografica non è ultimata.
Il sesso le viene dato dalla corda vocale così come al violino viene dato dall'archetto.
Il riunirsi in mandrie è un segno dei tempi. Del nostro tempo.
Gli uomini che pensano in circolo hanno le idee curve.
Le società letterarie sono ancora la Società.
Il pensiero messo in comune è un pensiero comune.
Mozart è morto solo, accompagnato alla fossa comune da un cane e da dei fantasmi.
Renoir aveva le dita rovinate dai reumatismi.
Ravel aveva un tumore che gli risucchiò di colpo tutta la musica.
Beethoven era sordo.
Si dovette fare la questua per seppellire Bela Bartok.
Rutebeuf aveva fame.Villon rubava per mangiare.
Tutti se ne fregano.L'Arte non è un ufficio di antropometria.
La Luce si accende solo sulle tombe.
Noi viviamo in un'epoca epica ma non abbiamo più niente di epico.
Si vende la musica come il sapone da barba.
La stessa disperazione si vende, non resta che trovare la formula giusta.
Tutto è pronto: i capitali
La pubblicità
I clienti
 Chi dunque inventerà la disperazione?
Con i nostri aerei che fregano il sole.
Con i nostri magnetofoni che si ricordano delle "voci ormai spente", con le nostre anime ormeggiate in mezzo alla strada, noi siamo sull'orlo del vuoto, confezionati come carne in scatola, a veder passare le rivoluzioni.
Non dimenticate che l'ingombrante nella Morale, è che si tratta sempre della Morale degli Altri.
I canti più belli sono quelli di rivendicazione.
I versi devono fare l'amore nella testa dei popoli.
Alla scuola della poesia non si impara: CI SI BATTE.

Mauro Macario


(Ferrè - De Andre')

sabato 23 maggio 2015

Falcone Giovanni


Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola.
              Giovanni Falcone
da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/vita/frase-88376?f=a:5726>

giovedì 21 maggio 2015

Fabrizio De Andre' - I Privilegi -



Oggi mi è difficile provare l’indignazione che provavo un po’ di tempo fa.

Se proprio c’è una cosa che forse m’indigna ancora è l’accumulo e l’abuso  dei privilegi.

Io penso che il desiderio  di essere privilegiati sia una categoria mentale dell’uomo, penso però d’altra parte che il loro accumulo e il loro abuso non soltanto sia indignante ma penso sia un pericoloso stato sociale.

Fabrizio De Andre'

                                        (nella mia ora di libertà)

venerdì 15 maggio 2015

Prof. Francesco Cosco - Le Orme del Monachesimo nel Parco nazionale della Sila -


Le Orme del Monachesimo nel Parco nazionale della Sila”  è il titolo dell’ultimo saggio storico di Francesco Cosco, docente di materie letterarie in pensione. Il saggio, edito dal Parco nazionale, rappresenta un interessante percorso che conduce i lettori “dai valori dello spirito allo sviluppo del territorio tra Basiliani, Bendettini, Cistercensi e Florensi”   consta di ben tredici capitoli nei quali vengono descritti con dovizia di particolari e di fotografie numerosi monasteri che, nel corso dei secoli, furono costruiti e vissuti nell’ Altopiano silano. Ampia anche la bibliografia  della stessa pubblicazione a cura di Piero De Leo, medievalista dell’ Unical, a cui si aggiungono le presentazioni di Sonia Ferrari e Michele Laudati rispettivamente presidente e direttore della stessa riserva naturalistica. Si tratta, come spiega la presidentessa Ferrari di uno “studio che apre ad un insieme di novità finora sconosciute o emerse in parte, che danno all’Altopiano della Sila una veste storica particolare e, per il ruolo dell’attuale Parco nazionale, insospettati trascorsi. Una cinta di grandi e famose abbazie, oltre al silenzio anacoretico, vi trovarono intorno il terreno fertile     a sopravvivere”.        “Se mancava  un tassello nella peculiarità del Parco – aggiunge la Ferrari – in merito ad una eccellente ricchezza di biodiversità, paesaggistica e storica, perché esso sia ritenuto soggetto di considerazione di considerazione da parte dell’Unesco, il periodo del Monachesimo così come contenuto nel testo completa egregiamente le tessere del mosaico”. Dai Cistercensi di Sant’Angelo de Frigillo e di Calabro Maria di Altilia ai Florensi di San Giovanni in Fiore e di Zagarise, dal Francescanesimo dell’attuale santuario petilino della Sacra Spina e del monastero di Acquaviva di Zagarise alla spiritualmente esaltante presenza del monachesimo italo greco e basiliano, il saggio collega fra di loro i numerosi cenobi che fecero dell’Altopiano silano nel corso dei secoli quella potentissima “Sila Abaziale” in cui oltre alla religiosità si racchiuse l’economia e la politica per un’ampia porzione dell’Entroterra della Calabria mediana. Tutto “minuziosamente documentato” come osserva nella propria prefazione il professore De Leo in un’opera che “segna indubbiamente una tappa significativa sul piano storiografico, soprattutto per quanto attiene la storia monastica della Calabria e del Mezzogiorno d’Italia, senza trascurare gli apporti determinanti che le istituzioni ecclesiastiche arrecarono sul territorio silano e i suoi abitanti”. Quali le motivazioni del saggio cui, fra le altre cose, è allegata una mappa datata 1663 a cura del Gallucci? “In primo luogo l’osservazione che gran parte delle grandi abbazie monastiche del Sud Italia  – si legge nella premessa dell’Autore -  siano sorte in circolo intorno all’Altopiano della Sila e se ne voglio studiare i motivi, poi perché l’epopea monastica si impose come un particolare periodo storico per la Calabria che, tramite l’apporto di una buona organizzazione economica e culturale, in parte attutì l’ostracismo sociale e spirituale di un Medioevo che nel resto d’Italia fu negativo”. 

Francesco Rizza

giovedì 14 maggio 2015

Antonio Fava e il pulcinellismo scandalese.

                                                    (Gino Scalise e Antonio Fava)


E’ sempre piacevole trovare in un libro non soltanto ciò che promette il titolo , ma anche tante cose belle a cui non si pensava quando si è cominciato a leggerlo .
Questo mi è capitato nella lettura dell'ultimo  libro di Antonio Fava "Vita Morte e Resurrezione di Pulcinella  - La maschera che ha tenuto in vita la Commedia dell'Arte. 
Un libro che ho iniziato a leggere  per una grande stima nei confronti dell'autore
ma essendo un profano di Commedia dell'arte,convinto che mi sarei ben presto annoiato.
Invece così non è stato il libro oltre ad essere una analisi storico artistica  molto attenta di quella che è stata l'influenza della maschera di Pulcinella   sulla Commedia dell'Arte .
 E' anche una valutazione personale ed intima dell'autore  sulla propria persona  , una sorta di testamento artistico ,una valutazione personale e professionale di quello che è oggi Antonio Fava,
consapevole dei messaggi e degli stimoli ricevuti dal  passato, dalla famiglia dai luoghi e dalle esperienze vissute.

                                            

(Dal libro di Antonio Fava - Vita Morte e Resurrezione di Pulcinella)

Il pulcinellismo non può prescindere dalla cultura nella quale il Personaggio è nato e si è sviluppato. Non è solo Napoli, tuttavia, il luogo dello sviluppo del primo e più importante modello pulcinellesco: Napoli è la capitale di un Sud dove, un pò ovunque, Pulcinella è di casa. La variante che io recito, quella "di famiglia" è calabrese, crotonese, a stringere: scandalese.

(Dal libro di Antonio Fava - Vita Morte e Resurrezione di Pulcinella)

                                                 


 

sabato 9 maggio 2015

“L’assassinio di Pitagora” di Marcos Chicot





Almeno una volta nella vita abbiamo sentito parlare di Pitagora. Ma chi era quest’uomo nato a Samo nel 570 a.C. e morto a Metaponto nel 495 a.C.? Senza ombra di dubbio Pitagora fu matematico, filosofo, astronomo, scienziato e politico. Non a caso il suo pensiero fu di grande impatto per lo sviluppo della scienza occidentale. Il filosofo è però ricordato anche per un’altra ragione: fu il fondatore a Crotone della prima accademia della storia. Una vera e propria scuola iniziatica di stampo filosofico, scientifico e politico, attorno alla quale aleggiano da sempre tanti misteri.
Non so se sia quest’aura arcana che aleggia sopra l’accademia di Crotone, ma l’autore spagnolo Marcos Chicot ha dato vita a un romanzo storico, pubblicato in Italia da Salani col titolo L’assassinio di Pitagora (traduzione di Andrea Carlo Cappi) e con protagonista lo stesso filosofo. Il libro è arrivato da noi solo nel 2014, ma è stato uno dei maggiori successi di auto-pubblicazione in e-book in Spagna nel 2013; ha permesso all’autore di sostare per cinque mesi nella classifica dei libri più venduti nella penisola iberica. La motivazione che ha spinto Chicot sulla via della pubblicazione “fai da te” è stata – a quanto dichiarato – la speranza di avere un enorme successo ricavando dal libro abbastanza soldi per garantire il migliore futuro possibile alla figlia Lucia, nata nel 2009 con la sindrome di Down. L’autore è benestante, considerato che lavora come manager e ha più lauree una in psicologia clinica e una in economia e psicologia del lavoro , ma è animato da uno spirito filantropicoche lo ha portato a scegliere la narrativa come fonte di guadagno per aiutare il prossimo. Chicot dona una parte dei suoi guadagni (il 10%) a organizzazioni che aiutano le persone con disabilità intellettuali.
L’assassinio di Pitagora è ambientato in Magna Grecia attorno al 510 a.C., in particolare nella comunità di Crotone, dove l’anziano Pitagora è conscio di essere prossimo al trapasso. Il filosofo è alla ricerca di un suo ideale successore nella speranza di riuscire a trovare qualcuno che possa continuare il lavoro di guida nelle comunità da lui fondate. In realtà la situazione si dimostra da subito molto complessa e sanguinosa, visto che tutti coloro che potrebbero prendere il posto di Pitagora vengono assassinati senza pietà. Il filosofo ha bisogno di aiuto e chiama dall’Egitto l’amico Akenon. L’uomo è fornito di un’intelligenza acuta e non esiterà con tutte le astute cautele richieste dalla situazione ad addentrarsi nella comunità pitagorica per dare il via a quella che per la prima parte del romanzo sembra essere la tipica caccia all’assassino. A dire il vero, più si avanza nella vicenda, più ci si accorge che a generare la strage forse non è solo l’assassino, ma anche l’odio e i dissidi interni alla confraternita. Ad aiutare Akenon nell’ardua impresa di sbrogliare questa matassa intricata interverrà Arianna, una delle figlie di Pitagora. Nonostante il dolore causato da un passato oscuro e sofferto che ha segnato per sempre la sua esistenza, la giovane donna darà un importante contributo all’indagine e riuscirà anche a innamorarsi. Non serve svelare chi sarà il soggetto della sua passione d’amore.
Viviana Filippini




venerdì 8 maggio 2015

Joe Cocker - Noubliez Jamais


Non dimenticare mai

Papà, perché suoni tutte le stesse vecchie canzoni?
E perché canti con la melodia?
Perché giù nella strada, qualcosa avanza
C'e un nuovo beat ed una nuova canzone
(lei dice)
Nella mia vita c'era così tanta rabbia
Che non ho più alcun rammarico
Io ero un tale ribelle, proprio come te
Così stai attento, allerta i tuoi sensi e non dimenticare mai
Non dimenticare mai
Ho ascoltato mio padre dire
Ogni generazione ha la sua strada
Un bisogno di disobbedire
Non dimenticare mai
E' nel tuo destino
Una necessità di non essere d'accordo
Quando i movimenti cominciano ad avere un senso
Non dimenticare mai
Mamma perché tu danzi le stesse vecchie canzoni?
Perché canti sull'armonia?
Perché giù nella strada, qualcosa avanza
C'e un nuovo beat ed una nuova canzone
(lei dice)
Nel mio cuore c'e' la passione di una giovane ragazza
Per una lunga vita a due
E una volta o l'altra, qualche sorriso ti catturerà
Così canta la tua canzone d'amore e non dimenticare
Non dimenticare mai
Ho ascoltato mio padre dire
Ogni generazione ha la sua strada
Un bisogno di disobbedire
Non dimenticare mai
E' nel tuo destino
Una necessità di non essere d'accordo
Quando i movimenti cominciano ad avere un senso
Non dimenticare mai
Che gioco è questo di cercare amore o fama
E' sempre la stessa cosa
Uno di questi giorni affermerai che l'amore è la cura
Io non sono così sicuro
Non dimenticare mai
Ho ascoltato mio padre dire
Ogni generazione ha la sua strada
Un bisogno di disobbedire
Non dimenticare mai
E' nel tuo destino
Una necessità di non essere d'accordo
Quando i movimenti cominciano ad avere un senso
Non dimenticare mai
E' nel tuo destino
Una necessità di non essere d'accordo
Quando i movimenti cominciano ad avere un senso
Non dimenticare mai
Non dimenticare mai
Non dimenticare mai
Non dimenticare mai
Non dimenticare mai