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sabato 23 aprile 2016
giovedì 16 luglio 2015
mercoledì 28 agosto 2013
Il Bacio del pane - Carmine Abate
giovedì 11 luglio 2013
Gran Premio Manente 2013, scelti i finalisti
da: Il Crotonese
Sono stati scelti i gruppi finalisti “Gran Premio Manente 2013” che si terrà il 21 agosto nella suggestiva cornice del santuario di Manipuglia a Crucoli. Si tratta di quattro gruppi calabresi che,m abbinati a altrettanti registi, concorreranno per la vittoria del premio dedicato al regista-cantante crotonese scomparso nel 2002.
Sono stati scelti i gruppi finalisti “Gran Premio Manente 2013” che si terrà il 21 agosto nella suggestiva cornice del santuario di Manipuglia a Crucoli. Non è stato un lavoro facile per la ‘Marasco Comunicazione’ che ha ideato e realizzato dall’anno scorso la manifestazione per ricordare la memoria dell’artista crotonese vissuto tra Crucoli e Verzino: Checco Manente, cantante e regista Rai morì in un incidente stradale il 5 maggio 2002. A dieci anni dalla sua scomparsa la Marasco comunicazione ha voluto ricordarlo con una manifestazione che unisce le due passioni del compianto artista: la musica e la regia.
Questi i quattro gruppi/registi finalisti. Gli Astiokena sono abbinati al regista Angelo Resta; IMusicanti del Vento abbinati al regista Andrea Belcastro; gli Officina Kalabra abbinati al regista Vincenzo Carone; i Karadros sono abbinati al regista Mauro Santoro. I videoclip verranno presentati entro il 25 luglio, da quel momento in poi sarà possibile votare il premio social, sul canale youtube dedicato al Premio. L’organizzazione è a caccia di “nomination” per la consegna dei premi ai giovani che si siano distinti nell’arte. Questa caccia al tesoro dei talenti calabresi si farà anche sulla pagina ufficiale facebook del premio, ma si possono inviare candidature all’email premiomanente@marascocomunicazione.com.
Sono stati scelti i gruppi finalisti “Gran Premio Manente 2013” che si terrà il 21 agosto nella suggestiva cornice del santuario di Manipuglia a Crucoli. Si tratta di quattro gruppi calabresi che,m abbinati a altrettanti registi, concorreranno per la vittoria del premio dedicato al regista-cantante crotonese scomparso nel 2002.
Sono stati scelti i gruppi finalisti “Gran Premio Manente 2013” che si terrà il 21 agosto nella suggestiva cornice del santuario di Manipuglia a Crucoli. Non è stato un lavoro facile per la ‘Marasco Comunicazione’ che ha ideato e realizzato dall’anno scorso la manifestazione per ricordare la memoria dell’artista crotonese vissuto tra Crucoli e Verzino: Checco Manente, cantante e regista Rai morì in un incidente stradale il 5 maggio 2002. A dieci anni dalla sua scomparsa la Marasco comunicazione ha voluto ricordarlo con una manifestazione che unisce le due passioni del compianto artista: la musica e la regia.
Questi i quattro gruppi/registi finalisti. Gli Astiokena sono abbinati al regista Angelo Resta; IMusicanti del Vento abbinati al regista Andrea Belcastro; gli Officina Kalabra abbinati al regista Vincenzo Carone; i Karadros sono abbinati al regista Mauro Santoro. I videoclip verranno presentati entro il 25 luglio, da quel momento in poi sarà possibile votare il premio social, sul canale youtube dedicato al Premio. L’organizzazione è a caccia di “nomination” per la consegna dei premi ai giovani che si siano distinti nell’arte. Questa caccia al tesoro dei talenti calabresi si farà anche sulla pagina ufficiale facebook del premio, ma si possono inviare candidature all’email premiomanente@marascocomunicazione.com.
martedì 7 maggio 2013
La Diffusion Jazz Band apre sul lungomare la rassegna 'Kroton Jazz Festival'
Al via da oggi, mercoledì 1 maggio, la rassegna “Kroton Jazz Festival”, iniziativa promossa dal Comune di Crotone. Il palcoscenico della prima proposta dell’ampio cartellone di eventi promosso dell’assessorati alla Cultura e allo Spettacolo è lo storico “Bar Columbus” dalle ore 19.00.
Al via da oggi, mercoledì 1 maggio, la rassegna “Kroton Jazz Festival”, iniziativa promossa dal Comune di Crotone. Il palcoscenico della prima proposta dell’ampio cartellone di eventi promosso dell’assessorati alla Cultura e allo Spettacolo è lo storico “Bar Columbus” dove alle ore 19.00 sarà servito un delizioso “aperitivo jazz” a cura della Diffusion Jazz Band. Alle ore 22.00 lo spettacolo prosegue con il “Live Set Riccelli Dascola”.
Si tratta dei primi, attesi, appuntamenti di un calendario fitto di incontri non solo con la buona musica ma anche con i luoghi storici dell’intrattenimento crotonese. Il Kroton Jazz Festival rientra nella misura del Programma Pisu (Progetti integrati di sviluppo urbano) “realizzazione di eventi per la promozione e la valorizzazione”.
Al via da oggi, mercoledì 1 maggio, la rassegna “Kroton Jazz Festival”, iniziativa promossa dal Comune di Crotone. Il palcoscenico della prima proposta dell’ampio cartellone di eventi promosso dell’assessorati alla Cultura e allo Spettacolo è lo storico “Bar Columbus” dove alle ore 19.00 sarà servito un delizioso “aperitivo jazz” a cura della Diffusion Jazz Band. Alle ore 22.00 lo spettacolo prosegue con il “Live Set Riccelli Dascola”.
Si tratta dei primi, attesi, appuntamenti di un calendario fitto di incontri non solo con la buona musica ma anche con i luoghi storici dell’intrattenimento crotonese. Il Kroton Jazz Festival rientra nella misura del Programma Pisu (Progetti integrati di sviluppo urbano) “realizzazione di eventi per la promozione e la valorizzazione”.
venerdì 8 marzo 2013
Premio agli studenti protagonisti di "Per un pugno di libri"
Una cerimonia istituzionale alla presenza del Prefetto, per dare il giusto riconoscimento agli studenti della quinta D del liceo classico Pitagora di Crotone che sono stati protagonisti della sfida alla trasmissione televisiva di Rai Tre, "Per un pugno di libri".
domenica 20 gennaio 2013
Don Tonino Bello
Politica: mestiere ingrato e incompreso
Vorrei qui spendere una parola per darvi un po' di coraggio.
Oggi il vostro mestiere è fra i più ingrati e incompresi. Quando si parla di voi la gente corruga la fronte, ricorre alla battuta convenzionale, si sente autorizzata dal tacito consenso generale ad avanzare giudizi pesanti e, bene che vada, l'aggettivo più innocuo che appone alla parola "politica" è quello di "sporca".
La gente con voi o è ossessivamente cortigiana, strisciandovi davanti con le forme del lecchinaggio più vile, o vi disprezza dall'alto della sua sufficienza, indicandovi come i capri espiatori di ogni malessere sociale, anche il più ineluttabile.
I puritani vi scansano con ostentazione, dichiarando che non vogliono contaminarsi le mani con voi. Gli amici vi chiedono, con scoraggianti sorrisi, chi mai ve lo fa fare. I parenti vi ripetono che fareste meglio a pensare un po' più alla famiglia. I preti parlano di voi con tanti sottintesi misteriosi, al punto che dal loro linguaggio traspaiono centomila riserve. Il vescovo sembra che si faccia un sacco di problemi se deve apparire in pubblico con voi. Forse gli stessi che, per salvaguardare un "look" di verginità, in pubblico vi scansano, vi blandiscono vigliaccamente in privato quando hanno bisogno del vostro appoggio. Per i credenti, anche gli amici di fede prendono le distanze, e sempre più di rado una parola di speranza parte dalla loro bocca. Raramente il coro che accompagna il vostro cammino è un coro di osanna. Il fischio fa inesorabilmente capolino anche nelle assemblee dei compagni di cordata. Per dieci applausi, venti
contestazioni. Per cento consensi, duecento proteste.
Anche quando vi siete prodigati con la generosità più pura, vi sentite al centro di una nebulosa di sospetti. Anche quando vi siete spesi senza parsimonia e avete pagato prezzi altissimi di tempo, di fatica mentale e forse anche di denaro, siete costretti a difendervi dalle aggressioni della critica mordace, dalla perfidia dell'ironia subdola, dal distorcimento operato perfino sulle vostre intenzioni più pulite, dal livore di parte o dalla strumentale manipolazione degli avversari. Non c'è che dire. La vostra, oggi, è davvero una vita scomoda.
Politica: arte nobile e difficile
Ebbene, miei cari amici, che forse siete attraversati sempre più di frequente dalla tentazione di lasciare tutto e ritirarvi dalla mischia, oggi voglio dirvi una parola di speranza e di incoraggiamento. La parola di incoraggiamento la traggo da uno spunto felicissimo dell'Octogesima Adveniens di Paolo VI, che dice così:
"La politica è una maniera esigente di vivere l'impegno cristiano al servizio degli altri. Una politica sottratta alla lussuria del dominio. Preservata dall'adulterio con i corrotti. Inossidabile alle esposizioni lusingatrici del denaro. Restituita finalmente alla simpatia della gente. E resa oggetto di una reverenza quasi sacerdotale, se è vera l'ardita intuizione di Giorgio La Pira che affermava: La politica è l'attività religiosa più alta dopo quella dell'unione intima con Dio"
mercoledì 9 gennaio 2013
Raimon Panikkar
"L’occidente muore, vittima di un totalitarismo tecnologico e di una specializzazione esasperata, espressione di una cosmologia difettosa che finisce per soffocare l’uomo, che ha ormai dimenticato la terza dimensione, quella del divino"
Raimon Panikkar, nome completo Raimundo Pániker Alemany (Barcellona, 3 novembre 1918 – Tavertet, 26 agosto 2010), è stato un filosofo, teologo, sacerdote e scrittore spagnolo, di cultura indiana e catalana, oltre ad essere un sacerdote cattolico, autore di più di sessanta libri e di diverse centinaia di articoli su religioni comparate e dialogo interreligioso
"A questo proposito devo dire subito ai puritani, non per
consolarli ma per chiarificare, che la relatività che io difendo e di
cui sono convinto, non è il relativismo, dove tutto è uguale. La
relatività non è relativismo: la verità è relativa. Ma per superare il
relativismo non si deve cadere nell’assolutismo. Il rimedio sarebbe
peggio della malattia. Il relativismo non va bene, ma la relatività
implica di non perdere la misura umana. Non si progetta su un punto
omega infinito.
E’ la nostra vita quella che conta e la mia verità (per
essere sincero direi la mia convinzione, e sono convinto pienamente di
tutto quello che dico) non la assolutizzo perché può esserci un punto di
vista diverso e un’angolatura differente. Quindi, pur riconoscendo che,
in nome della verità, si sono commessi grandi crimini, io ancora
difendo l’idea della verità come relazionalità e non come assolutismo.
L’uomo isolato, solo - e la solitudine dell’uomo contemporaneo è una
malattia dell’anima - non regge, non può respirare, non esiste. Ha
bisogno dell’altro, l’altro come portatore di un messaggio. Come dice la
tradizione musulmana: «lo sconosciuto può essere un angelo».
venerdì 30 novembre 2012
Nosside, la poesia salva il mondo Questa sera la premiazione finale.
giovedì 9 agosto 2012
AMARE
ad un READING DI MUSICA E POESIA - Davide Rondoni, Angela Caccia, Enzo Muscò, Rodolfo Saraco ,una bellissima serata ben organizzata dall'assessore alla cultura di S. Severina
con i giusti intermezzi musicali e tanta bella poesia che mi sono goduto in compagnia
di mia figlia .Vi propongo la poesia che mi è rimasta nella testa quasi come un monito:
Possiamo soltanto amare, il resto non conta, non funziona.
Al mattino appaiono la tazza, il vecchio pino, le zolle umide,
fumo dell’alito mentre apri l’auto nel gelo.
Potevano non apparire, non arrivare più qui alla riva degli occhi.
E l’estate c’era, c’è, nella calda bruna memoria dei rami tagliati.
I visi diventano ricordi, le voci gridate stracci silenziosi,
i denti conoscono il sapore del niente
e l’oblio che ha portici e portici infiniti.
Possiamo soltanto amare
strappandoci felicemente figli dalla carne,
parlando d’amore continuamente ubriachi
feriti, vili, ma con gli occhi lucenti come laser
di fiori splendidi e il canarino nel palmo della mano,
mormorare come dare baci nell’aria.
Il rametto profumato non si raddrizza con i colpi della nostra ira,
lo sguardo di tuo figlio non perde il velo di tristezza
se glielo togli mille volte dal viso.
Possiamo soltanto amare fino all’ultimo nascosto spasmo che nessuno vede
e diviene quella specie di sorriso che si ha nell’abbraccio finalmente
di morire come scendendo nell’acqua.
Le stelle a miriadi saranno testimoni
e i venti passati una volta accanto sulla gioia profonda delle ossa diranno:
era fatto di allegria, amava, oppure diranno niente
e poi niente per sempre.
Possiamo soltanto amare
il resto è il teatro amaro dell’impotenza sotto il sole giaguaro.
Davide Rondoni
venerdì 29 giugno 2012
INCONTRO CON ROSA OLIVERIO
domenica 10 giugno 2012
INCONTRO CON GLI AUTORI SCANDALESI - ROSA OLIVERIO
venerdì 2 marzo 2012
CARMINE ABATE - La Collina del Vento
“La collina del vento” edito da Mondadori nella collana Scrittori italiani e stranieri, è la saga appassionata e coinvolgente, epica ed eroica di una famiglia che nessuna avversità riesce a piegare, che nessun vento potrà mai domare.”
La presentazione si terrà mercoledì 7 marzo 2012 ore 16.30 - Aula Magna Liceo Ginnasio "Pitagora" di Crotone
Introduce: l'Assessore alla Cultura - Dr. Piero Cotronei,
Presiede il Presidente dell'U.P.MED - Sen. Maurizio Mesoraca;
Coordina e modera il Rettore dell'U.P.MED - Prof. Vittorio Emanuele Esposito.
Un'antica citta' sepolta. Una collina che nasconde molti misteri. Una famiglia calabrese che non si arrende alle intimidazioni mafiose. Il nuovo romanzo di Carmine Abate, in uscita per Mondadori, con il titolo 'La collina del vento' (pp. 264, euro 17.50) per le problematiche che affronta fara' sicuramente discutere. La storia comincia con l'omicidio di due giovani in circostanze misteriose e termina affrontando uno dei temi piu' spinosi del nostro presente, la difesa del territorio, le pale eoliche che spuntano come trifogli giganteschi in ogni angolo della Calabria. Il luogo in cui si svolge gran parte delle vicende e' realissimo e ad un tempo mitico, simbolo di ogni Sud del mondo e affascinante fin dal nome: Rossarco, una leggendaria, enigmatica altura a pochi chilometri dal mar Jonio, dove il vento soffia senza requie, impetuoso, lieve, sconvolgente, come la storia a cui fa da controcanto. Il vento scuote gli olivi secolari e gli arbusti odorosi, ulula nel buio, canta di un antico segreto sepolto e fa danzare le foglie come ricordi dimenticati. Proprio i ricordi condivisi sulla collina del vento costituiscono le radici profonde della famiglia Arcuri, che da generazioni considera il Rossarco non solo luogo sacro delle origini, ma anche simbolo di una terra vitale che non si arrende e tempio all'aria aperta di una dirittura etica forte quanto una fede. Cosi', quando il celebre archeologo trentino Paolo Orsi sale sulla collina alla ricerca della mitica citta' di Krimisa e la campagna di scavi si tinge di giallo, gli Arcuri cominciano a scontrarsi con l'invidia violenta degli uomini, la prepotenza del latifondista locale, le intimidazioni mafiose e la bruciante attualita' dei parchi eolici.
A quattro anni dal successo de 'Gli anni veloci', Premio Tropea 2009, Carmine Abate conferma il giudizio lungimirante di Vincenzo Consolo che lo aveva definito ''uno scrittore che si distingue per visione civile del mondo, impegno della memoria e originalita' di scrittura''.
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