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domenica 4 dicembre 2016

“Faticare in campagna è il lavoro più bello del mondo, altro che vita in ufficio”

Da: Il Fatto Quotidiano.


Elisabetta, Teresa e Francesca hanno deciso di proseguire l'attività dell'azienda di famiglia. Si svegliano all'alba, si occupano della mungitura, degli altri animali che "ospitano" e dei vigneti. “Abbiamo deciso di rimboccarci le maniche e investire in un settore sempre più mortificato e con un basso tasso di ricambio generazionale”

“Ora sentiamo la responsabilità di portare avanti una storia, la nostra”. Hanno fatto studi tra loro diversi, ma hanno sempre amato la campagna. Fino a prendere in gestione un vigneto, ciliegi, campi coltivati ed una stalla. Sono Elisabetta, Teresa e Francesca, rispettivamente audioprotesista, studentesse di Enologia all’Università di Padova e Chimica e tecnologie farmaceutiche. Quel patrimonio fatto di terre e animali era l’azienda di famiglia, la Eredi Marcon di Mason Vicentino, in provincia di Vicenza. Prima era gestita dai genitori e dalla zia poi, da quando nel ’95 il papà è mancato, a portarla avanti sono state sole donne.
“Ogni giornata è diversa. Non ci annoiamo mai”
“Abbiamo deciso di rimboccarci le maniche e investire in un settore sempre più mortificato e con un basso tasso di ricambio generazionale”, dicono prima di passare a raccontare le loro giornate. “In realtà sono tutte diverse fra loro, anche se dobbiamo sempre e comunque prenderci cura degli animali e della terra. Possiamo dire che non ci annoiamo mai”. E a queste tre ragazze, tra i 23 e i 30 anni, l’entusiasmonon manca.
“Ci svegliamo all’alba – racconta Francesca – per la mungitura del latte che poi diamo a un’azienda per produrre il formaggio Asiago. Poi pensiamo agli altri”. Perché oltre alle mucche ci sono gatti, cani, galli, galline, conigli, un asino e Reginaldo, un’oca. Tutti da compagnia, ognuno orgoglio delle loro proprietarie. Come lo sono anche i ciliegi della tipologia autoctona di Marostica. “Abbiamo in cantiere un progetto per avviare la produzione di uno yogurt a chilometro zero con la nostra frutta”, spiega Teresa, la più giovane. “E mi piacerebbe trovare un modo per trasmettere l’importanza di questo lavoro. Magari partendo dalle piccole cose: insegnare a riconoscere la frutta di stagione o capire come vivono gli animali”.
“Abbiamo in cantiere un progetto per avviare la produzione di uno yogurt a chilometro zero con la nostra frutta”
Passione e duro lavoro, ma anche voglia di innovare guardando oltre l’Italia. Per questo Teresa ha appena terminato un’esperienza di alcuni mesi in un vigneto francese. “Ho potuto costatare un approccio diverso da quello italiano – racconta –, avendo anche la conferma di quanto sia importante per le piccole tenute come la nostra saper fare un po’ di tutto. Incluso riparare i macchinari, le cui spese di manutenzioneincidono non poco nel bilancio annuale”. Nella loro tenuta, le tre sorelle producono “due tipologie di vitigni autoctoni: Merlot e Cabernet: vendiamo l’uva alla cantina di cui siamo socie e da lì fanno il vino. E abbiamo acquistato ulteriori quote regionali per inserire anche un bianco e sono andata in Francia per imparare di più”.
“Dispiace che il settore agricolo sia, a volte, ingiustamente disprezzato o sottovalutato”
A volte, però, le norme complicano la gestione delle attività per i piccoli imprenditori. Come nel caso della vendemmia. “Vorremmo invitare i nostri amici a farla con noi come si faceva un volta – dice Francesca – ma non possiamo perché rischiamo una multa se non dimostriamo di pagarli. Siamo contro lo sfruttamento e una legge per impedirlo è giusta, ma si dovrebbe trovare una soluzione su questo aspetto”.
E anche il tema dei fondi europei è spesso un ostacolo per i giovani imprenditori agricoli: “Gli investimenti da proporre per avere accesso ai finanziamento, anche i più bassi, si aggirano intorno ai venticinque mila euro – spiega Elisabetta –. Per ora non facciamo debiti, ma è difficile pensare di poter vivere in tre senza fare investimenti”. Il futuro, quindi, lo vedono a contatto con la natura. “Io non riuscirei a lavorare in un ufficio, questo è il lavoro più bello del mondo – conclude Teresa –. Mi dispiace che il settore agricolo sia a volte disprezzato o sottovalutato. Anche perché dovremmo difendere la varietà e la qualità del nostro cibo”.


domenica 18 settembre 2016

Papa Francesco

IL PAPA: «IL MONDO È STANCO DI BUGIARDI, PRETI ALLA MODA, BANDITORI DI CROCIATE»

17/09/2016  Francesco riceve i nuovi vescovi del corso di formazione e chiede loro di lasciarsi “destabilizzare” dal Signore ed essere vicini alla gente e alla famiglie con fragilità per trasmettere la misericordia di Dio. E sulla formazione dei preti avverte: «Nei seminare bisogna puntare alla qualità e non alla quantità. Diffidare da chi si rifugia nella rigidità»


«Il mondo è stanco di incantatori bugiardi... e mi permetto di dire di preti o vescovi alla moda. La gente “fiuta” e si allontana quando riconosce i narcisisti, i manipolatori, i difensori delle cause proprie, i banditori di vane crociate». Parole nette, quelle di papa Francesco, che venerdì ha rivolto un lungo discorso ai vescovo nominati di recente e arrivati a Roma per un corso di formazione. Il Papa ha raccomandato anzitutto di rendere «accessibile, tangibile, incontrabile», la misericordia, che è il «riassunto di quanto Dio offre al mondo».

Ad ascoltare il Pontefice c’erano 154 nuovi vescovi (16 dei territori di missione) che hanno preso parte all’annuale corso di formazione promosso congiuntamente dalla Congregazione per i Vescovi e dalla Congregazione per le Chiese Orientali. «Pensate», ha detto il Papa, «all’emergenza educativa, alla trasmissione sia dei contenuti sia dei valori, pensate all’analfabetismo affettivo, ai percorsi vocazionali, al discernimento nelle famiglie, alla ricerca della pace: tutto ciò richiede iniziazione e percorsi guidati, con perseveranza, pazienza e costanza, che sono i segni che distinguono il buon pastore dal mercenario».

Le “strutture di iniziazione” delle Chiese locali, ha spiegato, sono i seminari: «Non lasciatevi tentare dai numeri e dalla quantità delle vocazioni, ma cercate piuttosto la qualità del discepolato», ha avvertito Bergoglio. «Né numeri né quantità: soltanto qualità. Non private i seminaristi della vostra ferma e tenera paternità». Il Papa ha chiesto di stare vicino a seminaristi facendoli crescere «fino al punto di acquisire la libertà di stare in Dio tranquilli e sereni», non preda «dei propri capricci e succubi delle proprie fragilità», ma liberi di abbracciare quanto Dio chiede loro. E ha aggiunto: «Vi prego pure di agire con grande prudenza e responsabilità nell’accogliere candidati o incardinare sacerdoti nelle vostre Chiese locali. Per favore, prudenza e responsabilità in questo. Ricordate che sin dagli inizi si è voluto inscindibile il rapporto tra una Chiesa locale e i suoi sacerdoti e non si è mai accettato un clero vagante o in transito da un posto all’altro. E questa è una malattia dei nostri tempi».

«LASCIATEVI DESTABILIZZARE DALLA MISERICORDIA DI DIO»

Inoltre il Papa ha raccomandato di accompagnare le famiglie «incoraggiando l’immenso bene che elargiscono» nella società, seguendo «soprattutto quelle più ferite» nel discernimento e con empatia: «Non “passate oltre” davanti alle loro fragilità. Fermatevi per lasciare che il vostro cuore di pastori sia trafitto dalla visione della loro ferita; avvicinatevi con delicatezza e senza paura. Mettete davanti ai loro occhi la gioia dell’amore autentico e della grazia con la quale Dio lo eleva alla partecipazione del proprio Amore». L’esortazione finale è a lasciarsi “destabilizzare”da Dio: la sua misericordia, ha proseguito Francesco, è la «sola realtà» che consente all’uomo di non perdersi «definitivamente».

Ciò si traduce allora in «non avere altra prospettiva» da cui guardare i fedeli che quella della loro “unicità”, non lasciando “nulla di intentato” pur di raggiungerli, non risparmiando “alcuno sforzo” per ricuperarli. La via è “iniziare” ciascuna Chiesa ad un cammino d’amore, quando oggi – ha constatato il Papa – «si è perso il senso dell’iniziazione».
Da: Famiglia Cristiana

lunedì 11 gennaio 2016

domenica 21 giugno 2015

Ann & Nancy Wilson (Heart) Stairway To Heaven



Nel 2012 i Led Zeppelin vengono premiati per la loro carriera al Kennedy
Center Honors evento durante il quale si premiano personaggi importanti
della musica . I Led Zeppelin hanno lasciato un segno nella musica rock
di tutti i tempi, è durante la serata Ann & Nancy Wilson salgono
sul palco con la loro versione della famosissima Stairway to Heaven,
anche Robert Plant, cului che lo ha scritto non riesce a trattenere le
lacrime.

Qui sotto la versione dal vivo dei Led Zeppelin


C’è una donna che è certa che tutto ciò che luccica sia oro,
E sta comprando una scala per il paradiso.
Quando vi  sarà giunta, se i magazzini saranno tutti chiusi
Con una parola lei potrà ottenere quello per cui è venuta. 
Ooh. Ooh, e lei sta comprando una scala per il Paradiso.


Il suo destino è segnato ma lei vuole essere certa
Di non prendere lucciole per lanterne.
Su di un albero vicino al ruscello un uccello canoro Canta. 
Alle volte tutti i nostri pensieri creano apprensione.

Ooh, questo mi dà da pensare
Ooh, questo mi dà da pensare

 

Quando guardo verso ovest provo una certa sensazione,
E la mia anima mi  sollecita fortemente la partenza.
Nei miei pensieri ho visto anelli di fumo attraverso gli alberi,
E inteso le voci di quelli che stanno a guardare.

Ooh, questo mi dà da pensare
Ooh, questo mi dà da pensare.

 

E si mormora che presto se noi tutti avessimo ferma volontà,
allora il pifferaio ci condurrà alla ragione.
E sorgerà un nuovo giorno per coloro che da tanto aspettano,
e le foreste echeggeranno di risate.

 

E se c’è un certo fermento nel tua siepe, non ti allarmare,
Altro non è che la pulizia di primavera per le festività di maggio.
Sì, ci sono due strade da percorrere, ma alla lunga
C’è ancora tempo per cambiar direzione.

E questo mi dà da pensare.

 

La testa ti ronza, ed il ronzio non se ne andrà nel caso tu non lo sapessi
Il  pifferaio ti chiama per unirti a lui
Cara Signora, senti il soffiare del vento, e sai
Che la tua scala si trova sul mormorare del vento?

 

E mentre procediamo lungo la strada
Le nostre ombre s’ingigantiscono più della nostra anima,
Là cammina una signora che tutti conosciamo
Che splende di luce bianca e vuole mostrarci
Come ogni cosa ancora diventi oro.
E se si ascolta con molta attenzione
La melodia alla fine ti raggiungerà
Quando tutti sono uno e uno è tutti
Per essere saldi come roccia e non rotolare via.

 E lei sta comprando una scala per il paradiso.

giovedì 23 aprile 2015

PREGHIERA LAICA PER I MIGRANTI di Erri De Luca



«Mare nostro che non sei nei cieli
e abbracci i confini dell'isola
e del mondo col tuo sale,
sia benedetto il tuo fondale,
accogli le gremite imbarcazioni
senza una strada sopra le tue onde
i pescatori usciti nella notte,
le loro reti tra le tue creature,
che tornano al mattino con la pesca
dei naufraghi salvati.

Mare nostro che non sei nei cieli,
all'alba sei colore del frumento
al tramonto dell'uva e di vendemmia.
ti abbiamo seminato di annegati più di
qualunque età delle tempeste.
Mare Nostro che non sei nei cieli,
tu sei più giusto della terraferma
pure quando sollevi onde a muraglia
poi le abbassi a tappeto.
Custodisci le vite, le visite,
come foglie sul viale,
fai da autunno per loro,
da carezza, abbraccio, bacio in fronte,
madre, padre prima di partire»

[Il commovente pensiero dello scrittore per le vittime del naufragio a sud della Sicilia]

lunedì 22 dicembre 2014

Ciao Joe!

E' morto Joe Cocker, 

la voce graffiante del rock

 

 Era semplicemente unico, sarà impossibile riempire il vuoto che lascia nei nostri cuori".

 Cocker era nato a Sheffield come John Robert Cocker il 20 maggio 1944 e lì aveva cominciato la sua carriera. Presto, a 15 anni con il nome di Vance Arnold era diventato un membro degli Avengers, poi dei Big Blues nel 1963, e infine della Grease Band, tre anni dopo nel 1966. Anni d'oro. I Beatles erano ovunque e cambiavano la percezione della musica. Il suo primo singolo su una loro cover, 'I'll Cry Instead', dall'album 'A Hard Day's Night'. Ma fu la sua apparzione a Woodstock a consacarlo. Joe Cocker uscì all'inzio, il suo fu il terzo pezzo del concerto cominciato alle 17.07 di venerdì15 agosto 1969, e cantò 'With a Little Help from My Friends', un'altra cover beatlesiana stavolta dall'album 'Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band'. Poco prima l'aveva registrata con Jimmy Page alla chitarra solista ed era diventata prima nelle classifiche inglesi per una settimana nel novembre 1968.

Era la voce roca del rock. L'intensità fisica del rock. Nel 1969, quando apparce all'Ed Sullivan Show, la mostrò a tutti, e così a Woodstock. Mentre il suo successo in Gran Bretagna diminuiva, entrò nel cuore degli Stati Uniti con 'Cry Me a River' e 'Feelin' Alright'. Nel 1970, la sua versione live di 'The Letter dei Box Tops', nell'album dal vivo 'Mad Dogs & Englishmen', raggiunse la Top Ten USA. Negli Usa fu amato a prima vista. La sua interpretazione fu spesso presa in giro da John Belushi e al Saturday Night Live ci fu anche un duetto improvvisato tra di loro, in una puntata in cui Cocker era ospite.

Poi furono anni bui. Di alcol e droghe. E le sue movenze si persero in più sparse apparizioni, finché negli anni Ottanta tornò alla ribalta grazie al duetto con Jennifer Warnes, 'Up where we belong' per la colonna sonora del film del 1982 'Ufficiale e gentiluomo'. ll singolo, pubblicato dalla Island Records nel 1982 arrivò alla prima posizione della classifica statunitense Billboard Hot 100 il 6 novembre 1982 e ci rimase per tre settimane. Vinse il Golden Globe come 'miglior canzone originale' e l'Oscar per la migliore canzone nel 1983. Joe Cocker e la Warnes vinsero anche il Grammy Award come "miglior performance di un duo o gruppo" nel 1983, per la loro interpretazione del brano. Ironicamente, il produttore Don Simpson avrebbe voluto togliere 'Up Where We Belong' dal film perché considerava la canzone non destinata ad avere successo.

Ma Cocker in quegli anni era baciato dal sole. Famosissime anche 'You can leave your hat on', che accompagnava lo spogliarello di Kim Basinger in 'Nove settimane e mezzo', e 'What are you doing with a fool like a me'. Lo scorso anno il suo tour fece registrare un grandissimo successo in tutta europa. Il suo ultimo concerto è stato a Londra, nel quartiere di Hammersmith, a Giugno.

Da: La Repubblica.

sabato 29 novembre 2014

L’Ungheria caccia i massoni dalla nazione e ora è sovrana! Emette moneta senza debito.





L’Ungheria fa boom,caccia i massoni del FMI e banksters dalla nazione ed ora emette moneta senza debito,è SOVRANA DI SE STESSA,Li non comanda la sinistra…
Dopo che è stato ordinato  all’FMI di abbandonare il paese, la nazione adesso stampa moneta senza debito. L’Ungheria sta facendo la storia.
Teniamo a precisare che l’ UE si permette ancora di calcolare il debito ungherese anche se ora la nazione è sovrana fuori dal FMI e da tutti i vincoli europei debito pubblico compreso,considerandolo il più alto d’Europa,semplicemente perchè l’ Ungheria non fa nulla per ridurlo,non da un soldo all FMI,banche e UE perchè pensa ai cittadini,e quindi il “debito fantasma” cresce,ma nulla possono contro una nazione che li ha rifiutati a priori,possono solo conquistarla militarmente violando i trattati internazionali.
Quindi anche se rifiuti l’Europa lei ti costringe comunque a pagare……gli italiani ci cascano, gli ungheresi, svizzeri, islandesi, inglesi, no….
Mai più dagli anni ’30 con il caso della Germania un paese europeo aveva osato sfuggire alle grinfie dei cartelli bancari internazionali controllati dai Rothschilds. Questa è una notizia stupenda che dovrebbe incoraggiare i patrioti nazionalisti del mondo intero ad intensificare la lotta per la libertà dalla dittatura finanziaria. Già nel 2011 il primo ministro ungherese,  Viktor Orbán promise di ristabilire la giustizia sui predecessori socialisti che avevano venduto il popolo della nazione alla schiavità di un debito infinito con i vincoli del FMI (IMF) e lo stato terrorista d’Israele. Queste amministrazioni precedenti erano infiltrate da israeliani nelle alte cariche, in mezzo al furore delle masse che alla fine, in reazione, hanno votato il partito  Fidesz di Orban.
Secondo una relazione sui siti germanofoni  del “National Journal”, Orbán si è accinto a scalzare gli usurai dal trono. Il popolare e nazionalista primo ministro ha detto all’FMI che l’Ungheria non vuole né richiede “assistenza” ulteriore dal delegato della Federal Reserve di proprietà dei Rothschild. Gli ungheresi non saranno più costretti a pagare esosi interessi a banche centrali private e irresponsabili.
Anzi, il governo ungherese ha assunto la sovranità sulla sua moneta e adesso emana moneta senza debito e tanta quanto ne ha bisogno. I risultati sono stati nientemeno che eccezionali. L’economia nazionale, che vacillava per via di un pesante debito, ha ricuperato rapidamente e con strumenti inediti dalla Germania nazionalsocialista. Il ministro per l’Economia ungherese ha annunciato che grazie a “una politica di bilancio disciplinato” ha ripagato il 12 agosto 2013 il saldo dei 2,2 bilioni di debito all’FMI, prima della scadenza ufficiale del marzo 2014. Orbàn ha dichiarato: “L’Ungheria gode della fiducia degli investitori” che non vuol dire né l’FMI né la Fed o altri tentacoli dell’impero finanziario dei Rothschild. Piuttosto si riferiva agli investitori che producono in Ungheria per gli ungheresi, creando crescita economica vera, e non già la “crescita di carta” dei pirati plutocratici, bensì quel tipo di produzione che assume realmente le persone e ne migliora la vita.
Con l’Ungheria libera dalla gabbia della servitù agli schiavisti del debito non c’è da meravigliarsi che il presidente della banca centrale ungherese gestita dal governo per il bene pubblico e non per l’arricchimento privato abbia chiesto all’FMI di chiudere i battenti da uno dei paesi più antichi d’Europa. Inoltre, il procuratore generale, ripetendo le gesta dell’Islanda, ha accusato i tre precedenti primi ministri del debito criminale in cui hanno precipitato la nazione.
L’unico passo che rimane da fare per distruggere completamente il potere dei bancksters in Ungheria, è di attuare un sistema di baratto per lo scambio con l’estero come esisteva in Germania con i nazional socialisti e come esiste oggi in Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, i cosiddetti  BRICS, una coalizione economica internazionale. E se gli USA seguissero la guida dell’Ungheria, gli americani potrebbero liberarsi dalla tirannia degli usurai e sperare in un ritorno a una pacifica prosperità.
Fonte : http://americanfreepress.net/?p=12418#sthash.xQO6HWUr.ajIN2p9j.dpuf

lunedì 18 agosto 2014

The Cranberries - Zombie


Ancora giorni di guerra.......ancora dolore....





Another head hangs slowly
Child is lowly taken
And the violence caused such silence
Who are we mistaken
But you see it's not me
It's not my family

In your head, in your head they are fighting
With their tanks and their bombs  
And their bombs and their gungs
In your head, in your head they are crying
In your head, in your head
Zombie, zombie, zombie
What's in your head, in your head?
Zombie, zombie, zombie

Another mother's breaking
Child is taken over
When violence causes silence
We must be mistaken
It's the same old theme since 1916

In your head, in your head they're still fighting
With theyr tanks and their bombs
And their bombs and their gungs
In your head, in your head they are dying
Un'altra testa cade lentamente
Un bambino è preso umilmente
E la violenza causa un tale silenzio
Con chi stiamo sbagliando
Ma tu vedi: non sono io
Non è la mia famiglia

Nella tua testa, nella tua testa, stanno combattendo
Con i loro carri armati e le loro bombe
E le loro bombe e le loro pistole
Nella tua testa stanno piangendo
Nella tua testa, nella tua testa
Zombi, zombi, zombi
Cosa c'è nella tua testa, nella tua testa?
Zombi, zombi, zombi

Un'altra madre è stata colpita dalla tragedia:
Un figlio è sopraffatto
Quando la violenza causa silenzio
Stiamo sbagliando per forza
È la stessa vecchia storia fin dal 1916

Nella tua testa, nella tua testa combattono ancora
Con i loro carri armati, e le loro bombe
E le loro bombe e le loro pistole
Nella tua testa, nella tua testa giacciono

mercoledì 23 luglio 2014

L'immigrazione

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Emigranti europei sbarcano a Ellis Island, a New York, (USA), nel 1902
L'immigrazione è il trasferimento permanente o temporaneo di singoli o di gruppi di persone in un paese o luogo diverso da quello di origine; il fenomeno è l'opposto dell'emigrazione.
Si possono includere le migrazioni di popolazioni ed i movimenti interni ad un paese.
L'immigrazione è uno dei fenomeni sociali mondiali più problematici e controversi, dal punto di vista delle cause e delle conseguenze. Per quanto riguarda i paesi destinatari dei fenomeni migratori (principalmente le nazioni cosiddette sviluppate o in via di sviluppo),


Cause dell'immigrazione

Il fenomeno della migrazione può trovare origine in motivazioni:

  • in maniera forzata, dove chi migra è vittima della tratta di esseri umani. 
Un nostro piccolo pensiero a questi Uomini!!
 

Francesco De Gregori - Nero

Dalla periferia del mondo a quella di una città,
la vita non è una caravella, e il Nero lo sa.
Dimmi dove si va a dormire, dimmi dove si va a finire,
dimmi dove si va, il Nero che scarpe nere che c'haa!
Dalla periferia del mondo, il Nero Neronerò,
fu scaraventato non ancora giorno da un vecchio furgone Ford.
E si stropiccia gli occhi, balla e cammina
e canta sotto il cielo di Latina,
grande città del Nord,
il Nero che ritmo, che rock e che roll!
Dalla periferia del mondo a quella di una città,
la vita non è una passeggiata e il Nero lo sa,
preso a calci dalla polizia,
incatenato a un treno da un foglio di via
oppure usato per un falò,
il Nero te lo ricordi il Nero quando arrivò?
Un giorno con un pezzo di specchio
un orecchio si tagliò
e andava sanguinando avanti e indietro
e diceva "Sono Van Gogh!"
e aveva dentro agli occhi una malattia,
ma chissà quale tipo di malattia,
di malattia d'amor, il Nero, che amore il nero!
Nero Nerooo.

martedì 24 giugno 2014

Il tempo è tutto


Il tempo è tutto
"La mia idea di vita è la sobrietà. 
Concetto ben diverso da austerità, termine che avete prostituito in Europa, tagliando tutto e lasciando la gente senza lavoro. 
Io consumo il necessario ma non accetto lo spreco. 
Perché quando compro qualcosa non la compro con i soldi, ma con il tempo della mia vita che è servito per guadagnarli. 
E il tempo della vita è un bene nei confronti del quale bisogna essere avari. 
Bisogna conservarlo per le cose che ci piacciono e ci motivano. Questo tempo per se stessi io lo chiamo libertà. 
E se vuoi essere libero devi essere sobrio nei consumi. 
 L'alternativa è farti schiavizzare dal lavoro per permetterti consumi cospicui, che però ti tolgono il tempo per vivere". 
José Mujica, Presidente dell'Uruguay

lunedì 21 aprile 2014

Rubin "Hurricane" Carter 05/06/1937 - 04/20/2014

Fa sempre male quando un simbolo scompare, come il leggendario Hurricane, morto oggi. Rubin "Hurricane" Carter, il pugile nero vittima di un clamoroso, e solo apparente, errore giudiziario. In realtà Hurricane, come Sacco E Vanzetti, sono state vittime di un sistema marcio in una finta giustizia al servizio del più forte e di aberranti convenzioni. 
                                                                                 Angelo Branduardi


BOB Dylan - Hurricane (Uragano)

La pistola spara nel locale notturno,
entra Patty Valentine da una camera soprastante la sala
e vede il barista in una pozza di sangue
piange, "mio dio, li hanno uccisi tutti"
qui inizia la storia di Hurricane
l'uomo che le autorità hanno accusato
per qualcosa che lui non ha mai fatto
l'hanno messo in prigione, ma un tempo lui avrebbe potuto essere
Il campione del mondo

Patty vede tre corpi stesi a terra
e un altro uomo chiamato Bello, che si muove furtivamente
"io non l'ho fatto" disse lui agitando le mani
"stavo solo derubando la cassa, spero che capisci
li ho visti uscire" disse, e si fermò
"uno di noi farebbe meglio a chiamare la polizia"
e cosi Patty chiamò la polizia
arrivarono sulla scena con le sirene lampeggianti
in quella calda notte nel New Jersey

Nel frattempo, lontano in un'altra parte della città
Rubin Carter e alcuni amici girano in auto
il primo contendente della corona per i pesi medi
non ha idea di che merda stava per succedere
quando un poliziotto lo fece accostare sulla strada
come tempo prima e tempo prima ancora
A Paterson questo è come le cose possono accadere
se sei nero non devi farti vedere per strada
a meno che non vuoi accettare la sfida

Alfred Bello aveva un partner che aveva una soffiata per la polizia
lui ed Arthur Dexter Bradley si aggiravano nella zona
Disse "ho visto due uomini correre fuori, sembravano pesi medi
sono saltati in un'auto bianca con targa di "fuori"
e Miss Patty Valentine semplicemente accennò con il capo
il poliziotto disse "aspettate un minuto, ragazzi, questo qui non è morto"
cosi lo portarono in infermeria

giovedì 23 gennaio 2014

Papa Francesco: gelosie, invidie e chiacchiere dividono e distruggono le comunità cristiane

I cristiani chiudano le porte a gelosie, invidie e chiacchiere che dividono e distruggono le nostre comunità: è l’esortazione lanciata da Papa Francesco, stamani, nella Messa presieduta a Santa Marta nella sesta giornata di preghiera per l’unità dei cristiani. Ce ne parla Sergio Centofanti:RealAudioMP3

La riflessione del Papa è partita dalla prima lettura del giorno che parla della vittoria degli israeliti sui filistei grazie al coraggio del giovane Davide. La gioia della vittoria si trasforma presto in tristezza e gelosia per il re Saul di fronte alle donne che lodano Davide per aver ucciso Golia. Allora, “quella grande vittoria – afferma Papa Francesco - incomincia a diventare sconfitta nel cuore del re” in cui si insinua, come accadde in Caino, il “verme della gelosia e dell’invidia”. E come Caino con Abele, il re decide di uccidere Davide. “Così fa la gelosia nei nostri cuori – osserva il Papa - è un’inquietudine cattiva, che non tollera che un fratello o una sorella abbia qualcosa che io non ho”. Saul, “invece di lodare Dio, come facevano le donne d’Israele, per questa vittoria, preferisce chiudersi in se stesso, rammaricarsi” e “cucinare i suoi sentimenti nel brodo dell’amarezza”:

“La gelosia porta ad uccidere. L’invidia porta ad uccidere. E’ stata proprio questa porta, la porta dell’invidia, per la quale il diavolo è entrato nel mondo. La Bibbia dice: ‘Per l’invidia del diavolo è entrato il male nel mondo’. La gelosia e l’invidia aprono le porte a tutte le cose cattive. Anche divide la comunità. Una comunità cristiana, quando soffre – alcuni dei membri – di invidia, di gelosia, finisce divisa: uno contro l’altro. E’ un veleno forte questo. E’ un veleno che troviamo nella prima pagina della Bibbia con Caino”.

Nel cuore di una persona colpita dalla gelosia e dall’invidia – sottolinea ancora il Papa - accadono “due cose chiarissime”. La prima cosa è l’amarezza:

“La persona invidiosa, la persona gelosa è una persona amara: non sa cantare, non sa lodare, non sa cosa sia la gioia, sempre guarda ‘che cosa ha quello ed io non ne ho’. E questo lo porta all’amarezza, un’amarezza che si diffonde su tutta la comunità. Sono, questi, seminatori di amarezza. E il secondo atteggiamento, che porta la gelosia e l’invidia, sono le chiacchiere. Perché questo non tollera che quello abbia qualcosa, la soluzione è abbassare l’altro, perché io sia un po’ alto. E lo strumento sono le chiacchiere. Cerca sempre e vedrai che dietro una chiacchiera c’è la gelosia e c’è l’invidia. E le chiacchiere dividono la comunità, distruggono la comunità. Sono le armi del diavolo”.

“Quante belle comunità cristiane” – ha esclamato il Papa – procedevano bene, ma poi in uno dei membri è entrato il verme della gelosia e dell’invidia e, con questo, la tristezza, il risentimento dei cuori e le chiacchiere. “Una persona che è sotto l’influsso dell’invidia e della gelosia – ribadisce – uccide”, come dice l’apostolo Giovanni: “Chi odia il suo fratello è un omicida”. E “l’invidioso, il geloso, incomincia ad odiare il fratello”. Quindi, conclude:

“Oggi, in questa Messa, preghiamo per le nostre comunità cristiane, perché questo seme della gelosia non venga seminato fra noi, perché l’invidia non prenda posto nel nostro cuore, nel cuore delle nostre comunità, e così possiamo andare avanti con la lode del Signore, lodando il Signore, con la gioia. E’ una grazia grande, la grazia di non cadere nella tristezza, nell’essere risentiti, nella gelosia e nell’invidia”.

lunedì 13 gennaio 2014

Il quinto potere

da: filmtv.it

IL QUINTO POTERE: LA STORIA DI WIKILEAKS

Scritto da Josh Singer, basato sui libri Inside Wikileaks di Daniel Domscheit-Berg e Wikileaks di David Leighe e Luke Harding, e diretto da Bill Condon, Il quinto potere ripercorre la vera storia di Wikileaks, il sito web che nel 2010 rese pubblici numerosi documenti ritenuti top secret dal governo statunitense, scatenando un acceso dibattito pubblico sugli inganni e sulla corruzione che aleggiano tra le alte sfere del potere. Le vicende raccontate in Il quinto potere hanno inizio quando nel 2006 Julian Assange, il fondatore di Wikileaks, e il collega Daniel Domscheit-Berg con pochi soldi creano una piattaforma on line in grado di far trapelare in forma anonima informazioni che mettono in luce oscuri segreti di Stato e reati societari. Ben presto, però, i due soci si ritroveranno in disaccordo su come operare con dei documenti riservati dell'intelligence statunitense e su come gestirli, confrontandosi con i costi che comporta il renderli pubblici o il mantenerli segreti.
Considerato un simbolo di speranza da alcuni e un pericoloso nemico da altri, Julian Assange è stato al centro di numerose polemiche sulla sua figura e sul suo modo di agire. L'opinione pubblica si è spesso spaccata tra chi lo definisce un eroe per i colpi inferti all'establishment e chi invece lo ritiene semplicemente un furfante che ha conquistato i riflettori su di sé in maniera subdola. Senza concentrarsi troppo su Assange ma preferendo riporre l'attenzione su come Wikileaks sia nato e si sia diffuso, il regista Bill Condon fa di Il quinto potere un thriller politico condito dalla storia di un rapporto d'amicizia, destinato a concludersi drammaticamente, e dalla riflessione su come la comunicazione elettronica possa rivelarsi contemporaneamente espressione di libertà e minaccia. Evitando di sposare tesi a favore di Wikileaks o contrarie, Condon ha scelto di presentare diversi punti di vista, rappresentativi di altrettanti domande e prospettive, per lasciare allo spettatore le dovute conclusioni e ricordare che Il quinto potere non è né un documentario né un resoconto storico ma semplice fiction cinematografica ispirata a eventi reali e ancora in corso al momento delle riprese. Nonostante le intenzioni di Condon, prima dell'arrivo in sala di Il quinto potere Wikileaks ha provveduto a diffondere un documento in cui si elencano tutte le falsità e le inesattezze contenute nel film.

martedì 31 dicembre 2013

Adieu Mr. Ciotti

Addio a Roberto Ciotti, bluesman romano. 
Era chiamato l'Eric Clapton italiano

Aveva 60 anni, nella sua carriera aveva collaborato con Bennato, De Gregori e Venditti. E aperto nel 1980 i concerti italiani di Bob Marley di Milano e Torino

La sua chitarra non suonerà più, per lui non ci sarà un altro blues da piangere: è morto questa notte a Roma Roberto Ciotti, grandissimo chitarrista, musicista blues forte e originale, protagonista della scena italiana dagli anni Settanta. Aveva sessant'anni.

Ciotti è stato tra i più grandi chitarristi blues italiani, aveva uno stile asciutto e preciso, amava suonare scegliendo le note con attenzione e intelligenza, senza inutile spettacolarità, senza far mai mostra di inutile virtuosismo. Ma virtuoso lo era davvero, possedeva una tecnica notevole, ma la metteva tutta al servizio dell'espressione, della comunicativa, della passione. Era il blues che lo richiedeva, una musica che Roberto aveva amato fin da giovanissimo, quando al Folkstudio aveva conosciuto De Gregori e Venditti, e soprattutto con quest'ultimo aveva stretto un rapporto d'amicizia e di lavoro. Poi c'era la comune passione per il rock con Bennato, altro cantautore con il quale Ciotti ha collaborato spesso e volentieri. E i jazzisti, tanti, italiani e internazionali, con i quali ha percorso un gran pezzo di strada, con Maurizio Giammarco, con il quale forma i Blue Morning, con Chet Baker con il quale suona durante frequenti visite italiane del trombettista. Senza dimenticare il cinema e il rapporto con Gabriele Salvatores, per il quale ha realizzato le colonne sonore di Marrakesh Express e Turnè, che gli consentono di raggiungere un pubblico più ampio. Ma l'Italia dalla fine degli anni Ottanta in poi, gli aveva dato poche soddisfazioni, molti concerti, una produzione discografica legata soprattutto alle etichette indipendenti e poi, dal 2000 un lungo silenzio discografico, interrotto tre anni fa dalla pubblicazione di "Troubles and Dreams", seguito quest'anno da un nuovo album, "Equilibrio precario".
I suoi due album più belli restano quelli realizzati per la Cramps alla fine degli anni Settanta, il magnifico "Supergasoline Blues" e l'altrettanto bello "Bluesman", (ristampati in cd solo qualche settimana fa), due perfetti esempi non solo della sua bravura come chitarrista e cantante, ma anche della sua originalità, del suo modo di far blues pagando tributo e rispetto ai grandi maestri ma cercando, sempre e comunque, una sua strada personale, un suo stile. E lo aveva trovato e quello stile gli aveva consentito di costruirsi una bellissima carriera internazionale, raccogliendo grandi successi in Europa, Africa, Asia, soprattutto in Brasile dove teneva concerti applauditissimi.  
Al Folkstudio e al Big Mama, i due club romani dove si è esibito di più, ha conosciuto un paio di generazioni di appassionati, e anche di giovani musicisti, che hanno seguito il suo insegnamento e imparato da lui anche qualcosa sull'arte della musica, quel qualcosa che non si insegna a scuola, ma solo sui palcoscenici, nelle strade, con una chitarra in braccio. Roberto Ciotti, insomma, è stato un fantastico musicista italiano e un bluesman di alto livello, siamo sicuri che i grandi del blues, stanotte, faranno festa con lui.


 

Buon 2014


lunedì 23 dicembre 2013

José Mujica, Presidente dell’Uruguay


"La mia idea di vita è la sobrietà. Concetto ben diverso da austerità, termine che avete prostituito in Europa, tagliando tutto e lasciando la gente senza lavoro. Io consumo il necessario ma non accetto lo spreco. Perché quando compro qualcosa non la compro con i soldi, ma con il tempo della mia vita che è servito per guadagnarli. E il tempo della vita è un bene nei confronti del quale bisogna essere avari. Bisogna conservarlo per le cose che ci piacciono e ci motivano. Questo tempo per se stessi io lo chiamo libertà. E se vuoi essere libero devi essere sobrio nei consumi. L’alternativa è farti schiavizzare dal lavoro per permetterti consumi cospicui, che però ti tolgono il tempo per vivere." (José Mujica, Presidente dell’Uruguay)

mercoledì 11 dicembre 2013

il premio di coldiretti per l'innovazione giovanile

Caviale di lumaca per sfidare la crisi 2 siciliani vincono gli Oscar Green

Da chi si è messo ad allevare lumache in Sicilia ricavandone del pregiato caviale a chi ha inventato il primo agri-beach sulla costa più bella del Salento, da chi ha testato la stravagante ma efficiente coltivazione di ecofunghi su fondi di caffè a chi in Trentino produce insoliti ma richiestissimi cosmetici alla stella alpina.
Sono queste solo alcune delle idee creative che battono la crisi presentate al concorso “Oscar Green” 2013, il premio per l’innovazione dei Giovani della Coldiretti dei premi “Oscar Green” sotto l’alto Patronato del Presidente della Repubblica e il patrocinio Ministero Politiche Agricole e di Expo 2015, durante il quale Il professor Giorgio Marbach rettore dell’università Mercatorum, partner del concorso, ha consegnato una borsa di studio per un anno gratuito al corso di Gestione delle imprese e management del turismo ad ognuno dei 18 finalisti.
C’è anche chi – sottolinea la Coldiretti – ha riportato in vita antiche ricette con frutti scomparsi come il vino di giuggiole dell’Odissea e ancora chi ha ricavato dalla zucca una morbidissima spugna da bagno, chi offre per gli intolleranti al latte vaccino una squisita mozzarella di pecora e chi ha creato la prima linea di mobili interamente rivestiti con fibra di fico d’india o realizzato con grande successo un vero e proprio giardino tropicale con più di 700 tipi di cactus nel cuore della Liguria.
In dettaglio, tra le tante novità di quest’anno, sorprendente è la nuova esperienza imprenditoriale di Davide Merlino e Michelangelo Sansone che hanno dato vita al più grande allevamento di lumache d’Italia, che può vantare una particolare specie di lumaca frutto dall’incrocio dei riproduttori di allevamento francesi e le chiocciole autoctone del territorio siciliano. Da questo particolare allevamento i due giovani imprenditori agricoli della Coldiretti, riescono a ricavare e commercializzare il pregiato caviale di lumache.

Crisi, gli italiani tornano a zappare la terra per lavorare

Dal blog Cado in piedi

Sono 4.200 le nuove aziende agricole aperte da gennaio a settembre 2013. A fotografare il trend è stato il dossier sulla “Svolta generazionale dell’economia italiana” presentato dai Giovani della Coldiretti.

L'Italia della crisi non si dà per vinta: nei primi nove mesi del 2013 sono nate 296.008 imprese, più di una su tre avviata da under 35. Nella classifica dei settori preferiti dai giovani troviamo al vertice il commercio e la ristorazione con 26.206 nuove attività aperte, seguito dai lavori specializzati di costruzione con 9.432 nuove imprese.
Ma sul podio c'è anche l'agricoltura con 4.200 nuove aziende agricole aperte da gennaio a settembre. A fotografare il trend è stato il dossier sulla "Svolta generazionale dell'economia italiana" presentato dai Giovani della Coldiretti in occasione della consegna dei premi Oscar Green alle idee innovative dei giovani imprenditori, che ha sottolineato come il ricambio generazionale nelle imprese stia avendo una vigorosa accelerazione negli ultimi anni, anche se poi la fetta di quelle guidate dai giovani rimane ancora bassa in percentuale: in agricoltura solo il 7,2% dei titolari di impresa ha meno di 35 anni.

LE STORIE DEI NUOVI IMPRENDITORI Ma l'innovazione c'è anche qui. Da chi alleva lumache in Sicilia ricavandone pregiato caviale a chi richiama turisti nel suo agri-beach in Salento con l'orto in riva al mare, a chi coltiva funghi dai fondi di caffè a chi fa belle le signore con creme alla stella alpina. E non mancano le idee verdi come i mobili realizzati con la fibra del fico d'India o il giardino tropicale con 700 tipi di cactus che richiama appassionati da tutto il mondo.
Ha ricevuto grandi applausi anche l'impresa di Davide Merlino e Michelangelo Sansone che a Campofelice di Roccella, nel palermitano, hanno messo su il più grande allevamento di lumache d'Italia, la lumaca Madonita da cui si produce un pregiatissimo caviale che arriva a costare 1.600 euro al chilo. 

sabato 7 dicembre 2013

Mandela - Una vita per la libertà -




 Nelson Rolihlahla Mandela (Mvezo, 18 luglio 1918 – Johannesburg, 5 dicembre 2013)



Mai Sconfitto 

Dal profondo della notte che mi avvolge,
Nera come un pozzo da un polo all'altro,
Ringrazio qualunque dio esista
Per la mia anima invincibile.
Nella feroce morsa della circostanza
Non ho arretrato né gridato.
Sotto le randellate della sorte
Il mio capo è sanguinante, ma non chino.
Oltre questo luogo d'ira e lacrime
Incombe il solo Orrore delle ombre,
E ancora la minaccia degli anni
Mi trova e mi troverà senza paura.
Non importa quanto stretto sia il passaggio,
Quanto piena di castighi la vita,
Io sono il padrone del mio destino;
Io sono il capitano della mia anima.

 William Ernest Henley



domenica 22 settembre 2013

Italiani sempre più a chilometro zero

Dal blog: Cado in piedi

Cresce l’abitudine della spesa ecosostenibile. La Coldiretti rivela che nel 2011 l’acquisto di frutta e verdura direttamente dai contadini è aumentato del 53% rispetto al 2010.

 Italiani sempre più green: cresce nelle grandi città, e non solo, l'abitudine della spesa ecosostenibile e a chilometro zero. Meglio se attraverso un'app. Secondo i sondaggi si tratta di un fenomeno che coinvolge tutti, soprattutto donne con un'età inferiore ai 54 anni. La Coldiretti rivela che nel 2011 l'acquisto di frutta e verdura direttamente dai contadini è aumentato del 53% rispetto al 2010, mentre nel 2012 il fatturato ha raggiunto i 3 miliardi di euro e promette una crescita a due cifre entro fine 2013.

La geolocalizzazione, in questo caso, è protagonista. Cortilia.it è il «primo mercato agricolo online dove puoi acquistare prodotti artigianali dagli agricoltori locali», come recita l'homepage della piattaforma realizzata da due fratelli, Barbara e Fabio Pollini, rispettivamente web designer e ingegnere informatico. Ma c'è pure "Check sud" che segnala esclusivamente prodotti alimentari meridionali. Ma gli esempi sono tanti.
Un bel business, eppure nel 2010 solo lo 0,67 per cento delle aziende agricole praticava il commercio elettronico e l'1,69 possedeva un sito web, poco per una domanda di 15 milioni gli italiani che fanno ricerche sul web per confrontare prezzi e qualità dei cibi. I motivi del successo sono chiari: gli agricoltori guadagnano di più e i consumatori trovano un elevatissimo rapporto tra qualità e prezzo. Per non parlare dell'impatto ambientale, visto che sistema contribuisce alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica.