Visualizzazione post con etichetta Musica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Musica. Mostra tutti i post

sabato 28 maggio 2016

Ignazio Buttitta - Lingua e dialettu.


                                                              ( Profazio - Buttitta)
Lingua e dialettu
Un populu
mittitilu a catina
spughiatilu
attuppatici a vucca
è ancora libiru.

Livatici u travagghiu
u passaportu
a tavula unnu mancia
u lettu unnu dormi,
è ancora riccu.

Un populu
diventa poviru e servu
quannu ci arrubbanu a lingua
addutata di patri:
è persu pi sempri.



Diventa poviru e servu
quannu i paroli non figghianu paroli
e si mancianu tra d’iddi.
Mi nn’addugnu ora,
mentri accordu la chitarra du dialettu
ca perdi na corda lu jornu.

Mentre arripezzu
a tila camuluta
ca tissiru i nostri avi
cu lana di pecuri siciliani.

E sugnu poviru:
haiu i dinari
non li pozzu spènniri;
i giuelli
e non li pozzu rigalari;
u cantu
nta gaggia
cu l’ali tagghiati.

Un poviru
c’addatta nte minni strippi
da matri putativa,
chi u chiama figghiu
pi nciuria.

Nuàtri l’avevamu a matri,
nni l’arrubbaru;
aveva i minni a funtana di latti
e ci vìppiru tutti,
ora ci sputanu.

Nni ristò a vuci d’idda,
a cadenza,
a nota vascia
du sonu e du lamentu:
chissi non nni ponnu rubari.

Non nni ponnu rubari,
ma ristamu poviri
e orfani u stissu.

Ignazio Buttitta 
(1970)

venerdì 20 maggio 2016

Voltarelli canta Profazio



Voltarelli canta Profazio. E' uscito  il libro più cd omaggio al grande cantastorie calabrese. 
E intanto l’artista continua a farsi ambasciatore della musica del Sud nel mondo. 
Fresco d’uscita è il video di presentazione del libro+cd “Peppe Voltarelli canta Profazio” (in libreria dal 13 maggio): “Qui si campa d’aria” per la regia di Giacomo Triglia, un omaggio al maestro del folk revival italiano, custode dei segreti dei cantastorie. Instancabile, Peppe Voltarelli, continua a viaggiare per il mondo portando in giro la tradizione calabra, di cui è robusto cantore, tingendola di nuova luce. La sua voce è quella dei migranti calabresi, dei fratelli lontani, degli amori veraci suggellati dall’appartenenza.

1.La leggenda di Colapesce 4.08 
2. Qua si campa d'aria 5.32
3. La vecchia crapa d'agosto 3.21
4. Mafia e parrini 3.34
5. Lamento del carrettiere 3.11 
6. Lu me paisi 3.22
7. Stornelli calabresi 4.04
8. Santo Stefano 3.37
9. Amuri Amuri  3.58
10. La mafia 3.52
Happy_Languages_06-04-16-67

giovedì 3 marzo 2016

DANIELE SILVESTRI - Acrobati .



Si chiama  “ACROBATI” il nuovo disco uscito per Sony Music il  26 febbraio.
E’ stato lo stesso Daniele ad annunciarlo ai suoi fan lo scorso 26 gennaio con queste parole: ”Sono 22 anni che faccio dischi, ma sono più emozionato che mai. Lo dico solo a voi, e poi magari lo negherò… ma credo sia la cosa più bella che ho fatto. Non vedo l’ora di farvelo sentire. Per adesso – però – posso almeno farvelo vedere!“.
“ACROBATI” è un disco acrobatico anche per come è nato: da un iPhone pieno di appunti musicali, di idee, che partendo da uno studio di Lecce la scorsa estate, ha viaggiato fino a ritrovarsi al chiuso di una sala di registrazione dove si è fatto ascoltare germogliando e facendo germogliare un flusso inesauribile di musica.
Jam che diventavano sessioni, armonie, melodie, break che si condensavano in canzoni. Musicisti in tondo a suonare ogni nota come se fosse sempre la prima e anche l’ultima, una serie di take fissate su hard disk che davano già il volto a un disco pieno di spunti, di idee, di libertà.
Di acrobazia in acrobazia diciotto di queste canzoni si sono fatte avanti e si sono tuffate nel disco iniziando ad abitarlo, e rendendolo in poche settimane quello che è oggi: 74 minuti di musica, un piccolo mondo da esplorare e da ascoltare per quanto sa raccontarci.
E quell’idea di equilibrio quasi perfetto tra reale e fantastico la si ritrova anche nella copertina “acrobatica” realizzata da Paolino De Francesco: da un ipotetico aeroplano si osserva un cielo tessuto di fili sottilissimi, in cui si muovono figure immerse nella loro straordinaria quotidianità, come a dire che quella di “camminare sul filo” è una pratica che riguarda, ogni giorno, tutti noi.
Ma “ACROBATI” non sarebbe un disco di Daniele se questo “stare in bilico” non fosse affrontato con la giusta leggerezza e, soprattutto, con quell’ironia che da sempre contraddistingue la sua produzione.
E’ UN DISCO ACROBATICO ANCHE PER COME E’ NATO
Un album straordinariamente ricco di contenuti e di musica, da cui emergono limpidi l’entusiasmo e l’urgenza creativa di Daniele. Un sound potente, che spazia agilmente tra generi diversi, dal rock, al funky, dalla canzone d’autore all’elettronica.
Il disco ha coinvolto più di quindici musicisti e vede alcuni featuring d’eccezione: Caparezza, che con Silvestri firma “La guerra del sale”, Diodato, Dellera, i Funky Pushertz, Diego Mancino.
L’accoglienza ricevuta da “QUALI ALIBI”, il singolo che ha anticipato l’album, testimonia la grande attesa di pubblico e media. Il brano è entrato subito in alta rotazione nelle playlist dei maggiori network radiofonici mentre il videoclip ha totalizzato migliaia di visualizzazioni in poche ore.
“ACROBATI” arriva a cinque anni da S.C.O.T.C.H. e dopo il grande riscontro avuto con “Il padrone della festa”, il progetto che l’ha visto protagonista assieme a Max Gazzè e Niccolò Fabi.
Questa la tracklist completa del disco: “La mia casa”, “Quali alibi”, “Acrobati“, “Pochi giorni” [feat. Diodato], “Un altro bicchiere” [feat. Dellera], “La mia routine”, “Così vicina“, “La verità“, “Pensieri“, “Monolocale“, “La guerra del sale“ [feat. Caparezza], “A dispetto dei pronostici“, “Come se“, “L’orologio“ [feat. Diego Mancino], “Bio-Boogie“ [feat. Funky Pushertz], “Tuttosport“, “Spengo la luce“ [feat. Dellera], “Alla fine“ [feat. Diodato].

sabato 13 febbraio 2016

“Anche per te” di Lucio Battisti: .




Si tratta di un testo assolutamente unico. Dedicato “agli ultimi”. 
Per l’esattezza “alle ultime”. Un testo che unisce poesia- il ritornello evoca immagini di natura e libertà leggere e delicate- a tre storie “verosimilmente vere”, di tre donne che, per motivi diversi, meritano quanto meno un pensiero.

Il primo verso parla del primo personaggio femminile: una suora.

“Per te che è ancora notte e già prepari il tuo caffé 
che ti vesti senza più guardar lo specchio dietro te 
che poi entri in chiesa e preghi piano 
e intanto pensi al mondo ormai per te così lontano”.

Il secondo personaggio è una prostituta: E qui la sofferenza non è più l’estraniazione dal mondo- o almeno non solo- ma il disagio al quale va il pensiero dell’autore attraversa il materialismo, il freddo e i soldi. Tutte realtà con le quali una prostituta deve fare i conti tutte le mattine:

“Per te che di mattina torni a casa tua perché 
per strada più nessuno ha freddo e cerca più di te 
per te che metti i soldi accanto a lui che dorme 
e aggiungi ancora un po' d'amore a chi non sa che farne”.

Il terzo personaggio è una giovane donna, una ragazza madre che tutti i giorni deve affrontare i rimpianti e i rimorsi di un errore.

“Per te che di mattina svegli il tuo bambino e poi 
lo vesti e lo accompagni a scuola e al tuo lavoro vai 
per te che un errore ti è costato tanto 
che tremi nel guardare un uomo e vivi di rimpianto”.

martedì 9 febbraio 2016

festival francesco de gregori

Chi ha ucciso quel giovane angelo che girava senza spada.



ricordo di Luigi Tenco, in una delle più belle canzoni che gli sono state dedicate.

giovedì 21 gennaio 2016

SENZA LUCIO





Il 1° marzo 2012 Lucio Dalla se ne andava. Marco Alemanno, la persona a lui più vicina 

negli ultimi anni, ripercorre il loro incontro e la vita del cantautore, da Bologna, alle Tremiti, 

all’Etna, coadiuvato da critici musicali (Ernesto Assante, Gino Castaldo), artisti (Luigi 

Ontani, Mimmo Paladino), musicisti (i Marta sui tubi, Paolo Nutini, Charles Aznavour), attori, 

registi, amici (Piera Degli Esposti, Isabella Rossellini, Renzo Arbore, Paolo Taviani, John 

Turturro) e gente comune.

Il documentario, intitolato "Senza Lucio", diretto da Mario Sesti e presentato con successo all’ultimo festival di Torino, nel quale il regista prova a raccontare un’assenza, quella di uno dei più grandi cantautori e artisti italiani, Lucio Dalla, scomparso all’improvviso il 1° marzo di tre anni fa.
Il titolo innanzitutto: "Senza Lucio", quasi a volersi scusare di un’assenza che è centrale in tutto il racconto. Dalla non c’è, ma la sua presenza è costante, non solo nei racconti dei molti che l’hanno conosciuto, ma soprattutto come essenza, come “anima” del film stesso. Sesti ha provato a raccontare il vuoto lasciato da Lucio Dalla, non a fornire una semplice memoria della sua esistenza in vita. Il documentario, quindi, gioca fra rimandi, immagini, squarci, svolte, angoli dietro i quali ci si aspetta, prima o poi, di vedere Dalla, perché tra le parole di Marco Alemanno, appassionato narratore, e quelle di chi lo ha conosciuto ed amato, e le immagini dei luoghi in cui ha vissuto, le foto in cui è ritratto, c’è più verità che in tanti volumi a lui dedicati.
Non c’è la biografia di Dalla, non ci sono le sue più celebri canzoni, non c’è il tradizionale ritratto. No, il film prova, con il contributo di Alemanno, ad andare oltre la cine-biografia, offrendo a chi ha amato le sue canzoni una chiave per capirle meglio, per ascoltarle in un altro modo. Lasciando parlare chi oggi vive “senza Lucio”, chi lo ha frequentato ed apprezzato, chi la lavorato con lui e gli è diventato amico.
C’è chi l’ha conosciuto da giovanissimo, come Piera Degli Esposti e Renzo Arbore; c’è chi ha collaborato a lungo con Dalla, come Beppe D’Onghia e Michele Mondella o come Paola Pallottino che ha scritto con lui 4/3/1943. Ci sono magnifiche testimonianze internazionali, da John Turturro a Kerry Kennedy, fino a Charles Aznavour e Paolo Nutini; e teologi come Enzo Bianchi, artisti come Mimmo Palladino e Luigi Ontani, attori e autori di cinema e teatro, come Isabella Rossellini, Paolo Taviani, Peppe e Toni Servillo; musicisti come Stefano Di Battista e i Marta Sui Tubi, che hanno appena fatto in tempo a sognare di lavorare con lui.
Ma il film (prodotto da Erma Production e distribuito da IWonder in un numero di sale, 137, che per un documentario è un vero record), è fatto soprattutto dei mille ricordi di Marco Alemanno, che si incrociano con i sapori e i colori della Sicilia, di Bologna, della Puglia, delle Tremiti, in un racconto romantico e lieve, profondo e ricco, malinconico. "Senza Lucio" è il ritratto di un artista che non solo ha scritto alcune delle più belle canzoni italiane, ma ha anche segnato con la sua musica la cultura e l’immaginario italiano in maniera indelebile. 








lunedì 11 gennaio 2016

mercoledì 2 dicembre 2015

Ermeneutica - Battiato



Ermeneutica

Eiacula precocemente l'impero
tornano i vecchi testamenti
gli stati mostri si avventano sui regimi fascisti
Tensioni di tensioni di frustrazioni si manifestano
nel nostro seme si nascondono si riproducono germi di desideri infetti
in my dreams I see you in a different way
the emotional colours of life are changing completely

Sometimes we need to expel our seed
where tensions of tensions hide

Mostruosa creatura il suo nome è fanatismo
solo quando il sacro parla l'eccelso prende forma
(human virus is coming inside us)

Deus est filius dei
tutte le macchine al potere gli uomini a pane ed acqua

And what is cosmos? what is the meaning of the word?
history is bunk

Eiacula precocemente l'impero ritorna il circolo dei combattenti
gli stati servi si inchinano a quella scimmia di presidente
s'invade si abbatte si insegue si ammazza il cattivo
si inventano democrazie

A monstrous creature (human virus) its name fanaticism
when the consecrated word speaks
magnificence takes form and
now I am far from you
now I'm far from you
and now I am far from you
now I'm far from you.

giovedì 19 novembre 2015

A nnomme e Dio - Enzo Avitabile

Esiste o nun'esiste o nunn'esistit mai, sott'a nu nomm o na parol a nomm'e Dio i mor i mor







I'ntà nu postu e l'India 
na fila e r'uammini mbavagliat
rece fucili e na spada puntata,
e na fotografia e no, erane ribelli.

I'ntà nu postu e l'Angola
nu surdatu c'o macete aizat
na capa nera intà nu palu mpizzat
e na fotografia e no eranu guerriglieri.

I'ntà nu postu r'Israele
l'oss e na mana rutt'a martellate
ppe quattr prete guttate
e na fotografia e no e nu Palestinese.

I'ntà nu postu e ro Ruanda
chell'America è l'Iraq
I'ntà nu postu ro munn'
e na fotografia e no, è a verità.

RIT.
A nomm'e Dio accis into desert
rint'a na piantagione e mais
rint'a na foresta r'ananas
sott'a na bombola e ro gas
addo tutt'e l'acque un tena culore
addo tutti i ciel cercan'aiut
sott'a nu nomm o na parol
a nomm'e Dio i mor i mor.
E mo è l'inquisizione
e mo so i talibane
colpevole o innocent e na fotografia e no e a cervell umane,
e chi siemmene vient
chi risponne tempesta
non se fernisce mai
e na fotografia e no è l'omm che na bestia,

e orror'a na scunnute
tunnellate e sabbia
cenere consumat
e na fotografia e no è l'univers squagliat

esiste o nun'esiste
o nunn'esistit mai
esiste o nun'esiste
e na fotografia e no e a verità

RIT.
A nomm'e Dio accis into desert
rint'a na piantagione e mais
rint'a na foresta r'ananas
sott'a na bombola e ro gas
addo tutt'e l'acque un tena culore
addo tutti i ciel cercan'aiut
sott'a nu nomm o na parol
a nomm'e Dio i mor i mor.
Esiste o nun'esiste
o nunn'esistit mai
Esiste o nun'esiste
o nunn'esistit mai
Esiste o nun'esiste
o nunn'esistit mai
esiste o nun'esiste
e na fotografia e no e a verità

RIT.
A nomm'e Dio accis into desert
rint'a na piantagione e mais
rint'a na foresta r'ananas
sott'a na bombola e ro gas
addo tutt'e l'acque un tena culore
addo tutti i ciel cercan'aiut
sott'a nu nomm o na parol
a nomm'e Dio i mor i mor

sabato 14 novembre 2015

Clementino feat Pino Daniele Da Che Parte Stai 2015





Adesso da che parte stai?
Da questa o da quella?
Non dire al centro perché non esiste e non ci credo.
Sai cos'è la povertà? La vita qua è così che va,
io cicatrizzo ste ferite con il super funk.
Basta guardare in fondo gli occhi di queste persone,
capisci il mondo come gira e in quale direzione.
come diceva Totò "chi tene tropp e chi nun ten niente"
sto che sicond e cant pe sta gent.
Villaggi dell'Asia del sud
tra le canne di bambù
Medio Oriente, Ucraina, America Latina
mamma Africa che piange e grida
tu non volevi come Rino Gaetano
il cielo è sempre più blu,
da un po' di tempo che è partito
e ogni tanto manda cartoline
e penso meno male ancora non è fine
resisterai ma fino a quando
o torni a casa esultando
oppure ucciso colpito sulle stelline.
Rit:
È la guerra che parte da qua
nui simm stat già colonizzat
da Palestina fino a Pakistan
criatur stann senza libertà
natu surdat ca more ambress
si ma adesso da che parte sta?
e chesta mamma a casa adda aspetta'
natu figlio ca nun po' turna'
Cerchi di capire la follia della vita
9 anni, già pistole, bombe a mano e mitra
la sottile linea rossa taglia quel terreno
un sorriso rotto da una scossa a ciel sereno
una casa esisteva ed era lì davvero
spazzata via dall'ira di chi non è serio
ti ricordi quella sera sotto un temporale
da su piove petrolio e ci resto male
mi parlavi di tua moglie e la bimba e speravi
che saresti andato molto lontano un domani
e aspettavi magari cambiasse l'aria
se questa è avvelenata da un'altra contraerea
questione di mentalità, frate non so chi ci ha ragione
ma la dura verità si sa qua le persone muoiono
perché chi sta da sotto
resta al buio libertà, ennesimo cazzotto.
Rit:
È la guerra che parte da qua
nui simm stat già colonizzat
da Palestina fino a Pakistan
criatur stann senza libertà
natu surdat ca more ambress
si ma adesso da che parte sta?
e chesta mamma a casa adda aspetta'
natu figlio ca nun po' turna'
Fratm par ca stamm cantann sultant si chestat guerr frnesc
danza sopra le carcasse di chi nun se ne fott ra quant s scet e c riesc
Quanti di noi vorremmo andare indietro nel tempo per aggiustarlo
girare clessidre al contrario per recuperarlo
è la guerra che è in testa, aspettando una terra promessa.....

domenica 1 novembre 2015

I Musicanti del Vento



C'È BISOGNO DI TUTTI

Potrei stare sotto coperta,
fare finta di niente;
potrei stare sordo alla vita,
e ai richiami del mondo.
Ed invece sto qua,
perché parte di un tutto più grande;
ed invece sto qua,
a coltivare pensieri e speranze.
Potrei dire butto le armi,
il Pianeta è spacciato;
potrei rassegnarmi ai soprusi
dei padroni di Stato.
Ed invece sto qua,
perché Stato vuol dire la gente;
ed invece sto qua,
come Talo che Creta difende.
Ma c’è bisogno di tutti...
c'è bisogno di tutti!
Sola,
la mia voce si perde;
c’è bisogno di tutti,
o si canta per niente!
Sola,
un’idea cade a fondo,
c’è bisogno di tutti e può...
può cambiare il mondo,
può cambiare il mondo!
Potrei fare il gioco di tutti i signorsì del potere,
tradire diritti e speranze per un posto a sedere.
Ed invece sto qua,
fianco al fianco di che ne ha bisogno;
ed invece sto qua,
a lottare gonfiando il mio sogno.
Potrei addormentarmi cullato
dalle vostre bugie;
lasciare che gli occhi si riempiano
di cruenti follie.
Ed invece sto qua,
a resistere controvento;
ed invece sto qua,
e non si ferma il mio movimento.
C’è bisogno di tutti...
c’è bisogno di tutti...
c’è bisogno di tutti...
c’è bisogno di tutti!
Sola,
la mia voce si perde,
c’è bisogno di tutti,
o si canta per niente.
Sola,
un’idea cade a fondo;
c’è bisogno di tutti e può...
può cambiare il mondo!
Sola,
la mia voce si perde,
c’è bisogno di tutti,
o si canta per niente!
Sola,
un’idea cade a fondo;
c’è bisogno di tutti e può...
può cambiare il mondo!
Può cambiare il mondo!

giovedì 29 ottobre 2015

Franco Battiato - Le nostre anime



Le nostre anime è il nuovo singolo di Franco Battiato, dal 16 ottobre in radio. Il brano precede e dà il nome  all ’antologia di prossima uscita (6 novembre 2015), un cofanetto contenente, nella versione estesa, buona parte della produzione, sia musicale che cinematografica, dell’artista siciliano.



Dal mese di febbraio fino ad aprile 2016, Franco Battiato e Alice saranno impegnati in un lungo tour nelle città più importanti d’Italia. Si parte il 13 febbraio dal Teatro Comunale di Carpi, passando per Trieste, Milano, Palermo, Roma, Torino, Firenze e altre numerose tappe.
I due saranno accompagnati dall’Ensemble Symphony Orchestra diretta da Carlo Guaitoli, Ensemble con cui Battiato si è già esibito per un breve tour nel luglio 2015 e che è composto dallo stesso Guaitoli (direzione d’orchestra e pianoforte), Angelo Privitera (tastiere e programmazione), Davide Ferrario e Antonello D’Urso (chitarre), Andrea Torresani (basso) e Giordano Colombo (batteria).      
                    

mercoledì 26 agosto 2015

Alessandro Mannarino chiude il nuovo tour in Sila -










Non poteva che terminare “al Monte” il nuovo tour di Alessandro Mannarino. A Monte Curcio, per l’esattezza, dove il 13 settembre il cantautore romano chiuderà il suo #Corde2015, un tour che a partire dal 4 luglio toccherà 15 tappe lungo tutto lo Stivale. Lo scenario è quello incantato di Camigliatello Silano dove un anno fa Vinicio Capossela ha radunato 2000 persone a 1800 metri di altezza per il concerto del demone meridiano. Una piccola Woodstock che probabilmente si ripeterà con il concerto di Alessandro Mannarino, anche esso inserito nel contenitore della Sila suona Bee. Mannarino è infatti da anni abituato ai grandi numeri, il tour estivo del 2014, Al Monte live, ha fatto registrare oltre 40mila presenze, successo bissato nei teatri.
Nuovi arrangiamenti e nuovo spettacolo, protagoniste assolute, le corde, ovviamente. Le chitarre sono suonate da Tony Canto (già produttore artistico del cantautore), Alessandro Chimienti e Alessandro Mannarino. Nicolò Pagani al contrabasso. Francesco Arcuri, polistrumentista, suonerà il violoncello, la sega sonora, alcune percussioni e si occuperà della parte elettronica. Al violino, tamburo battente e voce femminile, Lavinia Mancusi. Gli strumenti a corde si appoggeranno sulle ritmiche del percussionista polistrumentista Daniele LeucciQuello che cercherò di fare – ha raccontato Mannarino a Repubblica – sarà soprattutto far risuonare le Corde profonde degli spettatori, attraverso quei suoni organici e vivi che escono fuori dalle vibrazioni dei legni e di chi li suona. Uno strumento biologico, come una chitarra, un tamburo o un violino, somiglia molto a un corpo umano, teme il freddo e il caldo, parla piano e urla forte, sa cantare a piena voce e sa anche sussurrare. Questi pezzi di legno, pelle, corde si incastrano bene con gli esseri umani e sono strumenti in grado di tradurre meglio di altri l’anima in suono“.
                                              

venerdì 21 agosto 2015

Fabrizio De andre' Sogno n° 1

Sogno n.1 è il nuovo album firmato sogno n1 de andreFabrizio De André
Sogno n.1, infatti, è il titolo di un’opera che va ad omaggiare il grande Fabrizio De André e realizzata in modo davvero particolare: la voce del grande cantautore italiano è accompagnata dalla London Symphony Orchestra, diretta da Geoff Westley (uno dei più grandi maestri e produttori di musica).
In una conferenza stampa a Milano, Dori Ghezzi  e Geoff Westley presentavano il disco: Sogno N°1, un omaggio alla voce e alle canzoni di Fabrizio De André. È facile capire come le canzoni del cantautore siano state ovviamente reinterpretate e rivisitate in chiave classica.
Parlando del disco Geoff Westley spiega che l’album è basato sulle musiche di De André; sono state prese le parti cantate, ovviamente con un tempo diverso dalle partiture musicali classiche, dalle quali poi il maestro ha fatto un lavoro di estrapolazione di ogni sillaba e accento, così da poter sfruttare a pieno la voce del cantautore nella nuova versione musicale.