Dario Coriale alla XXIV^ Edizione di Musicultura
giovedì 31 gennaio 2013
mercoledì 23 gennaio 2013
Remo Anzovino
martedì 22 gennaio 2013
Ludovico Einaudi
1998 Fuori dal mondo - (BMG Ricordi)
Colonna sonora dell'omonimo Film.
Biografia di Ludovico Einaudi: QUI
domenica 20 gennaio 2013
Don Tonino Bello
Politica: mestiere ingrato e incompreso
Vorrei qui spendere una parola per darvi un po' di coraggio.
Oggi il vostro mestiere è fra i più ingrati e incompresi. Quando si parla di voi la gente corruga la fronte, ricorre alla battuta convenzionale, si sente autorizzata dal tacito consenso generale ad avanzare giudizi pesanti e, bene che vada, l'aggettivo più innocuo che appone alla parola "politica" è quello di "sporca".
La gente con voi o è ossessivamente cortigiana, strisciandovi davanti con le forme del lecchinaggio più vile, o vi disprezza dall'alto della sua sufficienza, indicandovi come i capri espiatori di ogni malessere sociale, anche il più ineluttabile.
I puritani vi scansano con ostentazione, dichiarando che non vogliono contaminarsi le mani con voi. Gli amici vi chiedono, con scoraggianti sorrisi, chi mai ve lo fa fare. I parenti vi ripetono che fareste meglio a pensare un po' più alla famiglia. I preti parlano di voi con tanti sottintesi misteriosi, al punto che dal loro linguaggio traspaiono centomila riserve. Il vescovo sembra che si faccia un sacco di problemi se deve apparire in pubblico con voi. Forse gli stessi che, per salvaguardare un "look" di verginità, in pubblico vi scansano, vi blandiscono vigliaccamente in privato quando hanno bisogno del vostro appoggio. Per i credenti, anche gli amici di fede prendono le distanze, e sempre più di rado una parola di speranza parte dalla loro bocca. Raramente il coro che accompagna il vostro cammino è un coro di osanna. Il fischio fa inesorabilmente capolino anche nelle assemblee dei compagni di cordata. Per dieci applausi, venti
contestazioni. Per cento consensi, duecento proteste.
Anche quando vi siete prodigati con la generosità più pura, vi sentite al centro di una nebulosa di sospetti. Anche quando vi siete spesi senza parsimonia e avete pagato prezzi altissimi di tempo, di fatica mentale e forse anche di denaro, siete costretti a difendervi dalle aggressioni della critica mordace, dalla perfidia dell'ironia subdola, dal distorcimento operato perfino sulle vostre intenzioni più pulite, dal livore di parte o dalla strumentale manipolazione degli avversari. Non c'è che dire. La vostra, oggi, è davvero una vita scomoda.
Politica: arte nobile e difficile
Ebbene, miei cari amici, che forse siete attraversati sempre più di frequente dalla tentazione di lasciare tutto e ritirarvi dalla mischia, oggi voglio dirvi una parola di speranza e di incoraggiamento. La parola di incoraggiamento la traggo da uno spunto felicissimo dell'Octogesima Adveniens di Paolo VI, che dice così:
"La politica è una maniera esigente di vivere l'impegno cristiano al servizio degli altri. Una politica sottratta alla lussuria del dominio. Preservata dall'adulterio con i corrotti. Inossidabile alle esposizioni lusingatrici del denaro. Restituita finalmente alla simpatia della gente. E resa oggetto di una reverenza quasi sacerdotale, se è vera l'ardita intuizione di Giorgio La Pira che affermava: La politica è l'attività religiosa più alta dopo quella dell'unione intima con Dio"
mercoledì 9 gennaio 2013
Raimon Panikkar
"L’occidente muore, vittima di un totalitarismo tecnologico e di una specializzazione esasperata, espressione di una cosmologia difettosa che finisce per soffocare l’uomo, che ha ormai dimenticato la terza dimensione, quella del divino"
Raimon Panikkar, nome completo Raimundo Pániker Alemany (Barcellona, 3 novembre 1918 – Tavertet, 26 agosto 2010), è stato un filosofo, teologo, sacerdote e scrittore spagnolo, di cultura indiana e catalana, oltre ad essere un sacerdote cattolico, autore di più di sessanta libri e di diverse centinaia di articoli su religioni comparate e dialogo interreligioso
"A questo proposito devo dire subito ai puritani, non per
consolarli ma per chiarificare, che la relatività che io difendo e di
cui sono convinto, non è il relativismo, dove tutto è uguale. La
relatività non è relativismo: la verità è relativa. Ma per superare il
relativismo non si deve cadere nell’assolutismo. Il rimedio sarebbe
peggio della malattia. Il relativismo non va bene, ma la relatività
implica di non perdere la misura umana. Non si progetta su un punto
omega infinito.
E’ la nostra vita quella che conta e la mia verità (per
essere sincero direi la mia convinzione, e sono convinto pienamente di
tutto quello che dico) non la assolutizzo perché può esserci un punto di
vista diverso e un’angolatura differente. Quindi, pur riconoscendo che,
in nome della verità, si sono commessi grandi crimini, io ancora
difendo l’idea della verità come relazionalità e non come assolutismo.
L’uomo isolato, solo - e la solitudine dell’uomo contemporaneo è una
malattia dell’anima - non regge, non può respirare, non esiste. Ha
bisogno dell’altro, l’altro come portatore di un messaggio. Come dice la
tradizione musulmana: «lo sconosciuto può essere un angelo».
domenica 6 gennaio 2013
Franco Battiato interpreta "La parola io"
Franco Battiato interpreta "La parola io" al Festival Gaber 2010
Le date del Tour 2013 di Franco Battiato con due date in Calabria :
19 Gennaio – BERGAMO Teatro Creberg
20 Gennaio – PADOVA Gran Teatro Geox
21 Gennaio – TORINO Teatro Regio
24 Gennaio – UDINE Teatro Nuovo Giovanni Da Udine
25 Gennaio – BRESCIA Teatro Grande
27 Gennaio – LIVORNO Teatro Goldoni
28 e 29 Gennaio – BOLOGNA Europa Auditorium
31 Gennaio, 1 e 2 Febbraio – MILANO Conservatorio “G. Verdi”
6 Febbraio - NOVARA Teatro Coccia
7 Febbraio - MEZZOCORONA (TN), PalaRotari
8 Febbraio – RAVENNA Pala De Andrè
9 Febbraio – GENOVA Teatro Carlo Felice
11 Febbraio – VERONA Teatro Filarmonico
12 e 13 Febbraio – REGGIO EMILIA Teatro Valli
15 Febbraio – SENIGALLIA Teatro La Fenice
16 Febbraio – PESCARA Teatro Massimo
18 Febbraio - AVELLINO Teatro Gesualdo
20, 21 e 22 Febbraio – ROMA Auditorium della Conciliazione
25 Febbraio - NAPOLI Teatro Augusteo
28 Febbraio - COSENZA Teatro Rendano
1 Marzo - CATANZARO Teatro Politeama
3 Marzo – FIRENZE Teatro Comunale
6 Marzo – COMO Teatro Sociale
Info: www.battiato.it
Organizza: International Music and Arts
venerdì 4 gennaio 2013
Da Springsteen ai Depeche Ecco i live del 2013
Da: Gazzetta del Sud
Da Bruce Springsteen ai Depeche Mode, dai Kiss ai Muse, passando per Elton John, Anastacia, Green Day, Alicia Keys, Toto, Robbie Williams, Roger Waters e Iggy Pop. Il 2013 si annuncia pieno di appuntamenti irrinunciabili per gli amanti della musica live. In attesa poi del ritorno di Vasco Rossi: il Blasco ha annunciato che, dopo la sua malattia, tornerà a esibirsi nel 2013. Tra gli eventi più attesi, il ritorno in Italia, a distanza di un anno, di Bruce Springsteen che sarà sul palco con la E-Street band per quattro date, la prima delle quali il 30 maggio in piazza del Plebiscito a Napoli. Il Boss, che riproporrà i successi di questi suoi quarant'anni di carriera più i brani dell'ultimo album 'Wrecking Ball', sarà poi il primo giugno allo stadio Euganeo di Padova, il 3 allo stadio San Siro di Milano (dove torna - unico artista internazionale - per la quinta volta) e l'11 luglio all'ippodromo di Roma, nell'ambito del Rock In Roma.
La rassegna di Roma ospiterà anche altri grandi nomi della musica: Iggy Pop (4 luglio), Green Day (5 giugno), Deep Purple (22 luglio), Rammstein (il 9 luglio e poi il 26 giugno a Bologna e l'11 luglio a Villa Manin-Udine), Toto (21 giugno), Neil Young & Crazy Horse (il 26 luglio e il giorno prima al Lucca Summer Festival) e Mark Knopfler (il 13 luglio e anche il 2 maggio a Torino, il 3 a Milano, il 12 luglio a Piazzola sul Brenta - Padova, il 14 a Napoli, il 16 a Taormina, il 19 a Lucca). I Toto, oltre che a Roma il 21 giugno, si esibiranno nel tour mondiale che celebra i 35 anni di carriera a Milano (il 20 giugno a Milano-City sound Ippodromo di San Siro) e Padova (il 22 giugno a Padova - GranTeatroGeox).
venerdì 28 dicembre 2012
Edgar Morin
E’ necessario che tutti coloro che hanno il compito di insegnare si portino negli avamposti dell’incertezza del nostro tempo.
"Riforma del pensiero" e "Politica della Civiltà"
(civilisation tradotto in italiano è civiltà). L'autore ha dedicato gran parte della sua opera ai problemi di una "riforma del pensiero", affrontando le questioni centrali che pone alla base delle sue riflessioni sull'umanità e sul mondo: la necessità di una nuova conoscenza che superi la separazione dei saperi presente nella nostra epoca e che sia capace di educare gli educatori ad un pensiero della complessità.
In Morin è anzitutto fondamentale la distinzione tra civiltà' e cultura. La cultura è l'insieme delle credenze e dei valori caratteristici di una determinata comunità. La civiltà è invece il processo attraverso il quale si trasmettono da una comunità all'altra: le tecniche, i saperi, le scienze.
Morin sostiene che "la cultura, ormai, non solo è frammentata in parti staccate, ma anche spezzata in due blocchi": da una parte la cultura umanistica "che affronta la riflessione sui fondamentali problemi umani, stimola la riflessione sul sapere e favorisce l’integrazione personale delle conoscenze", dall’altra, la cultura scientifica che "separa i campi della conoscenza, suscita straordinarie scoperte, geniali teorie, ma non una riflessione sul destino umano e sul divenire della scienza stessa". A ciò va aggiunta la sfida sociologica: "l’informazione è una materia prima che la conoscenza deve padroneggiare e integrare", una conoscenza "costantemente rivisitata e riveduta dal pensiero", il quale a sua volta "è oggi più che mai il capitale più prezioso per l’individuo e la società". L’indebolimento di una percezione globale conduce all’indebolimento del senso della responsabilità, poiché ciascuno tende a essere responsabile solo del proprio compito specializzato, così come all’indebolimento della solidarietà, poiché ciascuno percepisce solo il legame con la propria città: "la conoscenza tecnica è riservata agli esperti" e "mentre l’esperto perde la capacità di concepire il globale e il fondamentale, il cittadino perde il diritto alla conoscenza".
Secondo Morin è necessario raccogliere queste sfide attraverso la riforma dell’insegnamento e la riforma del pensiero: "è la riforma di pensiero che consentirebbe il pieno impiego dell’intelligenza per rispondere a queste sfide e che permetterebbe il legame delle due culture disgiunte. Si tratta di una riforma non programmatica ma paradigmatica, poiché concerne la nostra attitudine a organizzare la conoscenza". Per spiegare questo concetto Morin richiama una frase di Michel de Montaigne: "È meglio una testa ben fatta che una testa ben piena". Egli perciò distingue tra "una testa nel quale il sapere è accumulato e non dispone di un principio di selezione e di organizzazione che gli dia senso" e una "testa ben fatta", che comporta "un’attitudine generale a porre e a trattare i problemi; principi organizzatori che permettano di collegare i saperi e di dare loro senso".
Secondo Morin, una "testa ben fatta", mettendo fine alla separazione tra le due culture, consentirebbe di rispondere alle formidabili sfide della globalità e della complessità nella vita quotidiana, sociale, politica, nazionale e mondiale.
Riguardo alla civiltà occidentale, che è oramai globalizzata, essa ha ormai più effetti negativi che positivi, ed è anch'essa dunque bisognosa di una riforma, e dunque di una politica della civiltà. Gli assi portanti di una tale politica dovrebbero essere l'umanizzazione delle città e la lotta alla desertificazione delle campagne. Una politica della civiltà deve ristabilire solidarietà e responsabilità, e mirare ad una simbiosi tra le diverse civiltà planetarie, raccogliendo il meglio di ciò che ciascuna ha da offrire. Deve infine abbandonare il perseguimento del "di più" a favore del "meglio", abbandonare l'idea quantitativa di crescita generalizzata, per adottarne una qualitativa: la politica della civiltà deve stabilire dove deve esservi crescita, e dove decrescita.
Riguardo alla civiltà occidentale, che è oramai globalizzata, essa ha ormai più effetti negativi che positivi, ed è anch'essa dunque bisognosa di una riforma, e dunque di una politica della civiltà. Gli assi portanti di una tale politica dovrebbero essere l'umanizzazione delle città e la lotta alla desertificazione delle campagne. Una politica della civiltà deve ristabilire solidarietà e responsabilità, e mirare ad una simbiosi tra le diverse civiltà planetarie, raccogliendo il meglio di ciò che ciascuna ha da offrire. Deve infine abbandonare il perseguimento del "di più" a favore del "meglio", abbandonare l'idea quantitativa di crescita generalizzata, per adottarne una qualitativa: la politica della civiltà deve stabilire dove deve esservi crescita, e dove decrescita.
Alcuni suoi Scritti:
- L'industria culturale: saggio sulla cultura di massa, Il Mulino, Bologna 1963;1974
- Il paradigma perduto: che cos'è la natura umana? Bompiani, Milano 1974 (poi Feltrinelli, Milano 1994).
- Il metodo 3. voll., Raffaello Cortina, Milano 1977 (poi Feltrinelli 1983, 1987 (II), 1989).
- Il rosa e il nero, Spirali, Milano 1984.
- La vita della vita, Feltrinelli, Milano 1987.
- Pensare l'Europa (1987), Feltrinelli, Milano 1988, 1990.
- Introduzione al pensiero complesso, Sperling & Kupfer, Milano 1993.
- Terra-Patria (in collaborazione con Anne Brigitte Kern) Raffaello Cortina, Milano 1994.
- I miei demoni, Meltemi, Roma, 1999, 2004.
- Amore, poesia, saggezza, Armando, Roma 1999.
- Una politica di civiltà, con Sami Nair, Asterios, 1999.
- La testa ben fatta. Riforma dell'insegnamento e riforma del pensiero, Raffaello Cortina, Milano 2000.
- Introduzione a una politica dell'uomo, Meltemi, Roma 2000.
- I sette saperi necessari all'educazione del futuro, Raffaello Cortina Editore, Milano 2001.
- Educare gli educatori. Una riforma del pensiero per la democrazia cognitiva, EdUP, 2002.
giovedì 27 dicembre 2012
sabato 22 dicembre 2012
Auguri di Buon Natale
E’ Natale
E’ Natale ogni volta
che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano.
E’ Natale ogni volta
che rimani in silenzio
per ascoltare l’altro.
E’ Natale ogni volta
che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi
ai margini della società.
E’ Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.
E’ Natale ogni volta
che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.
E’ Natale ogni volta
che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri.
che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano.
E’ Natale ogni volta
che rimani in silenzio
per ascoltare l’altro.
E’ Natale ogni volta
che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi
ai margini della società.
E’ Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.
E’ Natale ogni volta
che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.
E’ Natale ogni volta
che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri.
Madre Teresa di Calcutta
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