Si tratta di un testo assolutamente unico. Dedicato “agli ultimi”. Per l’esattezza “alle ultime”. Un testo che unisce poesia- il ritornello evoca immagini di natura e libertà leggere e delicate- a tre storie “verosimilmente vere”, di tre donne che, per motivi diversi, meritano quanto meno un pensiero.
Il primo verso parla del primo personaggio femminile: una suora.
“Per te che è ancora notte e già prepari il tuo caffé che ti vesti senza più guardar lo specchio dietro te che poi entri in chiesa e preghi piano e intanto pensi al mondo ormai per te così lontano”. Il secondo personaggio è una prostituta: E qui la sofferenza non è più l’estraniazione dal mondo- o almeno non solo- ma il disagio al quale va il pensiero dell’autore attraversa il materialismo, il freddo e i soldi. Tutte realtà con le quali una prostituta deve fare i conti tutte le mattine:
“Per te che di mattina torni a casa tua perché per strada più nessuno ha freddo e cerca più di te per te che metti i soldi accanto a lui che dorme e aggiungi ancora un po' d'amore a chi non sa che farne”. Il terzo personaggio è una giovane donna, una ragazza madre che tutti i giorni deve affrontare i rimpianti e i rimorsi di un errore.
“Per te che di mattina svegli il tuo bambino e poi lo vesti e lo accompagni a scuola e al tuo lavoro vai per te che un errore ti è costato tanto che tremi nel guardare un uomo e vivi di rimpianto”.
Teatro della Maruca è il primo spazio OFF indipendente della città di Crotone, nato nel 2012.Il piccolo teatro è gestito dall’omonima associazione culturale che oltre a coordinare rassegne di teatro ragazzi e per adulti si occupa della produzione e messa in scena di spettacoli.L’ attività dei singoli componenti si è sviluppata negli anni tra momenti di formazione e fasi di lavoro eterogenee:
Angelo Gallo, è uno scenografo, orafo e tecnico teatrale;
Alessio Totaro e Carlo Gallo sono attori diplomati alla Civica Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe” di Udine.
18 e 19 Marzo 2016 Peppe Voltarelli al Teatro della Maruca in " Voltarelli canta Profazio"
Il 1° marzo 2012 Lucio Dalla se ne andava. Marco Alemanno, la persona a lui più vicina negli ultimi anni, ripercorre il loro incontro e la vita del cantautore, da Bologna, alle Tremiti, all’Etna, coadiuvato da critici musicali (Ernesto Assante, Gino Castaldo), artisti (Luigi Ontani, Mimmo Paladino), musicisti (i Marta sui tubi, Paolo Nutini, Charles Aznavour), attori, registi, amici (Piera Degli Esposti, Isabella Rossellini, Renzo Arbore, Paolo Taviani, John Turturro) e gente comune. Il documentario, intitolato "Senza Lucio", diretto da Mario Sesti e presentato con successo all’ultimo festival di Torino, nel quale il regista prova a raccontare un’assenza, quella di uno dei più grandi cantautori e artisti italiani, Lucio Dalla, scomparso all’improvviso il 1° marzo di tre anni fa.
Il titolo innanzitutto: "Senza Lucio", quasi a volersi scusare di un’assenza che è centrale in tutto il racconto. Dalla non c’è, ma la sua presenza è costante, non solo nei racconti dei molti che l’hanno conosciuto, ma soprattutto come essenza, come “anima” del film stesso. Sesti ha provato a raccontare il vuoto lasciato da Lucio Dalla, non a fornire una semplice memoria della sua esistenza in vita. Il documentario, quindi, gioca fra rimandi, immagini, squarci, svolte, angoli dietro i quali ci si aspetta, prima o poi, di vedere Dalla, perché tra le parole di Marco Alemanno, appassionato narratore, e quelle di chi lo ha conosciuto ed amato, e le immagini dei luoghi in cui ha vissuto, le foto in cui è ritratto, c’è più verità che in tanti volumi a lui dedicati.
Non c’è la biografia di Dalla, non ci sono le sue più celebri canzoni, non c’è il tradizionale ritratto. No, il film prova, con il contributo di Alemanno, ad andare oltre la cine-biografia, offrendo a chi ha amato le sue canzoni una chiave per capirle meglio, per ascoltarle in un altro modo. Lasciando parlare chi oggi vive “senza Lucio”, chi lo ha frequentato ed apprezzato, chi la lavorato con lui e gli è diventato amico.
C’è chi l’ha conosciuto da giovanissimo, come Piera Degli Esposti e Renzo Arbore; c’è chi ha collaborato a lungo con Dalla, come Beppe D’Onghia e Michele Mondella o come Paola Pallottino che ha scritto con lui 4/3/1943. Ci sono magnifiche testimonianze internazionali, da John Turturro a Kerry Kennedy, fino a Charles Aznavour e Paolo Nutini; e teologi come Enzo Bianchi, artisti come Mimmo Palladino e Luigi Ontani, attori e autori di cinema e teatro, come Isabella Rossellini, Paolo Taviani, Peppe e Toni Servillo; musicisti come Stefano Di Battista e i Marta Sui Tubi, che hanno appena fatto in tempo a sognare di lavorare con lui.
Ma il film (prodotto da Erma Production e distribuito da IWonder in un numero di sale, 137, che per un documentario è un vero record), è fatto soprattutto dei mille ricordi di Marco Alemanno, che si incrociano con i sapori e i colori della Sicilia, di Bologna, della Puglia, delle Tremiti, in un racconto romantico e lieve, profondo e ricco, malinconico. "Senza Lucio" è il ritratto di un artista che non solo ha scritto alcune delle più belle canzoni italiane, ma ha anche segnato con la sua musica la cultura e l’immaginario italiano in maniera indelebile.