mercoledì 1 maggio 2013

Bici in Città


Dalle olive, pannelli ecologici riciclabili all’infinito


A Polistena, nella Piana di Gioia Tauro e alle pendici dell’Aspromonte, esiste una realtà imprenditoriale all’avanguardia a livello internazionale, che riutilizza la sansa esausta – cioè il sottoprodotto del processo di estrazione dell’olio di oliva, composto dai residui di polpa, bucce e frammenti del nocciolino delle olive – per produrre pannelli per pavimentazioni interne e esterne. Questi pannelli ecologici sono molto simili a quelli in legno o ai laminati, dal punto di vista estetico, ma sono molto più resistenti e impermeabili, non contengono sostanze nocive e sono riciclabili all’infinito e possono essere utilizzati per arredi urbani e scolastici, percorsi pedonali, soppalchi, strutture balneari, allestimenti fieristici, pianali di container e di veicoli industriali.
La Calabria trabocca di sansa esausta: solo nella Piana se ne producono, ogni anno, circa due milioni e mezzo di quintali, ma di solito viene utilizzata al posto dei pellet nelle stufe oppure per produrre un olio a basso prezzo e senza alcuna qualità. L’idea di usare la sansa esausta in modo innovativo nasce sin dal 1994 grazie ad un’intuizione di Domenico Cristofaro, “geometra-imprenditore”, come lui stesso ama definirsi, che provò a mescolarla con il prolipropilene (vergine o riciclato, come gli scarti della lavorazione dei pannolini per bambini e i vasetti di yogurt vuoti). Dopo anni di ricerca e sviluppo, passati mettere a punto la miscela più adatta, nel 2000 il progetto di Cristofaro diventa realtà e nasce ECOPLAN . La linea di produzione dei pannelli ecologici viene definitivamente messa a punto nel 2007 e, oggi, l’azienda sta raccogliendo le prime soddisfazioni e riconoscimenti importanti (come il premio di Legambiente e Libera ).
La miscela, brevettata e battezzata “ECOMAT”, non contiene alcuni tipo di colla, perciò non emette formaldeide, né sostanze potenzialmente cancerogene o nocive per la salute. I pannelli sono molto più resistenti del legno agli agenti atmosferici e chimici, per realizzarli non viene abbattuto un solo albero e sono riciclabili all’infinito. Ecoplan, infatti, ritira e ricicla tutti i suoi prodotti alla fine del ciclo di vita, raggiungendo due obiettivi importanti: abbattere i costi di acquisto di materie “prime” e “seconde” ed evitare ai propri clienti i problemi legati allo smaltimento. Ma l’elemento chiave di tutto sta nel raffreddamento degli impianti, che avviene a ciclo chiuso: questo significa che non ci sono acque reflue di produzione e che tutti gli scarti di produzione vengono macinati e re-immessi nel ciclo produttivo, cioè, in pratica, per la produzione dei pannelli non viene generato alcun tipo di rifiuto.
Oggi i pannelli al 100% ecologici di Ecoplan invadono i mercati del nord Italia e internazionali e suscitano l’interesse dei produttori di laminati di mezzo mondo, mentre al sud vengono utilizzati soltanto da qualche comune, per la pavimentazione dei lidi nelle spiagge.  Cristofaro persegue fermamente la via della legalità e della trasparenza e, pur conoscendo bene i rischi per gli imprenditori locali, ha scelto di restare nella sua regione. Amico di don Pino de Masi, l’imprenditore dichiara che la criminalità organizzata, “non si è fatta vedere, ancora, forse perché è un settore ad alta tecnologia che, per ora, non produce ricchezza. Ma qualora scegliessero di bussare, troveranno una risposta decisa; non bisogna cedere mai all’arroganza. Ribellarsi alla criminalità paga, sia da un punto di vista morale che economico”.
“Questa, oltre ad essere una missione imprenditoriale, è ancheuna missione sociale, etica, responsabile, stimolatrice”. Cristofaro spiega le ragioni che lo spingono a non andarsene dalla Calabria: “La volontà di uscire fuori dai soliti schemi assistenzialistici, la voglia di dimostrare a se stessi e al territorio di poter fare qualcosa di diverso e l’idea di creare ricchezza e sviluppo con l’auto-imprenditorialità“. A partire dalla sansa esausta delle olive, tutto il suo lavoro è legato a questo territorio, del quale vuole sfruttare in maniera positiva, peculiarità e caratteristiche, perché “nulla avrebbe potuto esistere fuori dalla Calabria, questo è fuori discussione”.

martedì 30 aprile 2013

ELEZIONI A SCANDALE 2013

 Sono state presentate a Scandale  le liste per il rinnovo del Consiglio Comunale , 
due le liste che sono state presentate   entro sabato 27 Aprile , Lista Civica " Rinascita" 
con candidato a Sindaco Antonio Barberio,Lista Civica  " Insieme per Scandale"
 con candidato a Sindaco Iginio Pingitore .   

Si vota domenica 26 maggio dalle 8 alle 22 e lunedì 27 maggio  dalle 7 alle 15.  
Votano tutti i cittadini Scandalesi  che sono iscritti nelle liste elettorali. Sono esclusi dal voto i giovani iscritti nelle liste elettorali che non hanno compiuto il 18mo anno di età alla data del 26 maggio (primo giorno della  votazione).
Per votare l’elettore deve esibire la
tessera elettorale e un documento di riconoscimento personale (carta d'identità o altro documento di identificazione munito di fotografia, rilasciato da una Pubblica Amministrazione).
Nel caso la tessera elettorale non risulti più utilizzabile per l’esaurimento di tutti gli spazi relativi alla certificazione del voto occorre, prima di presentarsi a votare, richiedere una nuova tessera elettorale.


sabato 27 aprile 2013

ELEZIONI A SCANDALE



                                                (Foto Archivio Luigi Aprigliano)
                                                 
Dal Blog  Storia di Scandale di Luigi Santoro .

Le elezioni a Scandale nei documenti raccolti dal prof. Manlio Rossi-Doria.

Elezioni amministrative del 1952:

Furono presentate due liste: in una vi erano, prevalentemente, democristiani, indipendenti più o meno cattolici, appartenenti al M.S.I. ecc. (lista Iª); nell’altra comunisti, socialisti nenniani ed indipendenti (lista IIª). Comunque dovrebbe essersi trattato, secondo l’opinione diffusa a Scandale, più che altro di una competizione tra famiglie basata quasi esclusivamente sul personalismo.

Candidati della Iª lista:
- Pasquale Brescia: agricoltore, ha conseguito la licenza liceale.
- Antonio Petrone: responsabile della C.I.S.L.
- Francesco Guarascio: agricoltore, con allevamenti zootecnici e macchine agricole.
- Luigi Paparo: proprietario del bar “Centrale” e commerciante di generi alimentari.
- Antonio Barberio: contadino.
- Rosario Rizzuto: muratore, commerciante di generi alimentari, appaltatore con l’Opera Sila.
- Giovanni Audia: impiegato dell’Opera Sila.
- Francesco Lettieri: contadino.
- Orlando Scaramuzzino: commerciante di tessuti.
- Francesco Trivieri: contadino.
- Antonio Coriale: fabbro maniscalco.
- Mario Cirillo: calzolaio, macellaio, successivamente emigrato in U.S.A.
- Domenico Simbari: contadino.
- Cesare Grisi: contadino.
- Salvatore Scalise: contadino, padre di Luigi “fiduciario giovani A.C.”
- Mario Lazzaro: contadino, piccolo proprietario, “all’opposizione per abitudine”.

Candidati della IIª lista:
- Domenico Militi: contadino, iscritto al P.C.I.
- Francesco Scalise: invalido, iscritto al P.N.M.
- Mario Rizzuto: commerciante di generi alimentari, macellaio, autonoleggio da rimessa e camion per trasporti, ex gestore dell’ammasso del grano, iscritto al P.S.I.
- Antonio De Biase: falegname, iscritto al P.C.I.
- Giuseppe D’Alfonso: maestro elementare di Santa Severina.
- Carmine Ceraldi: contadino, iscritto al P.C.I.
- Luigi Bomparola: contadino, iscritto al P.C.I., fiduciario.
- Vincenzo Simbari: contadino, fratello di Domenico Simbari.
- Antonio Demme: contadino.
- Francesco Cacozza: contadino.
- Antonio Marino: contadino, iscritto al P.C.I., responsabile sindacale.
- Pantaleone Paparo: contadino, cugino di Luigi Paparo di cui alla Iª lista.
- Antonio Drammis: figlio del barone, proprietario.
- Carmine Esposito: contadino.
- Francesco Lopez: contadino.
- Ippolito Pingitore: contadino, indipendente di sinistra.
Risultati delle votazioni:
Elettori Votanti
Maschi 700 ............................................votanti 660 ...94.2 %
Femmine 745 ........................................votanti 686 ...92.0 %
...............................................................Totale 1445 totale 1346
Voti nulli 167 = 12.5 %
Voti validi 1179 = 87.5 %
Votanti 1346 = 100 %
Voti attribuiti alla Iª lista .....................687 = 58.2 %
Voti attribuiti alla IIª lista ....................492 = 41.8 %
Voti riconosciuti validi 1179 = 100%
Manlio Rossi-Doria, Note sull’organizzazione politica e le vicende elettorali nel Comune di Scandale, (1954-1955). A.N.I.M.I., Archivio Rossi-Doria, 31 pagine dattiloscritte, vol. II, fascicolo 6.

lunedì 22 aprile 2013

LA RAGIONEVOLEZZA (Fabrizio De Andre')

                       
 Fondazione  ( Fabrizio De Andre')                                 

La ragionevolezza  

Direi d’essere un libertario, una persona estremamente tollerante. Spero perciò d’essere considerato degno di poter appartenere ad un consesso civile perché, a mio avviso, la tolleranza è il primo sintomo della civiltà, deriva dal libertarismo. Se poi anarchico l’hanno fatto diventare un termine negativo, addirittura orrendo…anarchico vuol dire senza governo, anarche… con questo alfa privativo, fottutissimo… vuol dire semplicemente che uno pensa di essere abbastanza civile per riuscire a governarsi per conto proprio, attribuendo agli altri, con fiducia (visto che l’ha in se stesso), le sue stesse capacità. Mi pare così vada intesa la vera democrazia. […] Ritengo che l’anarchismo sia un perfezionamente della democrazia.
Fu grazie a Brassens, maestro di pensiero e di vita, che scoprii di essere un anarchico. Mi ha insegnato per esempio a lasciare correre i ladri di mele, come diceva lui. Mi ha insegnato che in fin dei conti la ragionevolezza e la convivenza sociale autentica si trovano di più in quella parte umiliata ed emarginata della nostra società che non tra i potenti.
Penso che chi fa la mia conoscenza rimanga sicuramente deluso. Perché […] non sono un atleta della parola, del dialogo, non sono allenato in tal senso, non faccio il politico né l’avvocato e quindi ho bisogno di riflettere per non dire delle sciocchezze. Se non rifletto facilmente mi escono fuori dalla bocca dei luoghi comuni. Quando cerco di riuscire a portare avanti un discorso semplicemente parlando, dicendo delle parole, per riempire gli spazi di silenzio, o se tento di stringere, dico delle grandi vaccate.
[…] non mi sono mai fatto uno schema preciso di letture. Talvolta mi è capitato di leggere insieme Asterix con Oblomov di Gonc?rov. […] sono abituato a leggere fin da piccolo. In famiglia c’era l’abitudine che fortunatamente si incastrava bene col mio temperamento, perché sono curioso, facilmente impressionabile e tuttora posso dire di leggere quasi un libro al giorno.
Ho sempre avuto due chiodi fissi: l’ansia di giustizia e la convizione, presuntuosa, di poter cambiare il mondo. Oggi quest’ultima è caduta.
Le mie Nuvole sono […] quei personaggi ingombranti e incombenti nella nostra vita sociale, politica ed economica; sono tutti coloro che hanno terrore del nuovo perché il nuovo potrebbe sovvertire le loro posizioni di potere.

                                                     

L’elogio della mediocrità


di Renzo Montagnoli


Se in questo periodo storico c’è una categoria che ha di che essere contenta è quella dei mediocri.
Gente dalle limitate capacità intellettive, sovente non particolarmente laboriosa, anziché avere il destino dell’anonimato che caratterizza gli umili, è improvvisamente diventata una casta con tutti i benefici connessi.
In effetti, chi più del mediocre, elevato a ranghi superiori, sarà un fido scudiero, disposto a servire il suo signore e benefattore?
E così si attribuiscono a loro titoli, prebende, consapevole chi detiene il potere che, proprio per le loro caratteristiche, non potranno mai risultare un pericolo per la stabilità del trono, visto che sono illuminati solo di apparenza e non di sostanza.
Ne abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni, in televisione, per la strada, in qualsiasi attività lavorativa e, poiché non costituiscono casi sporadici, ci siamo assuefatti alla loro presenza, alla loro vuota prosopopea, a una certa furbizia a cui si affidano per sopperire alla carenza di materia grigia.
Perfetti cortigiani di un Re Sole che è stato tanto accorto da emarginare i capaci, e quindi pericolosi, trascorrono una vita in cui credono, in perfetta buona fede, di essere degli eletti, delle menti superiori, come anche testimoniato dalle posizioni raggiunte.
In tutto e ovunque è un continuo festival della mediocrità, dai letargici programmi televisivi a inutili opere letterarie a cui vengono conferiti premi, anche di rilievo, per libri che non dicono nulla perché chi li ha scritti non ha nulla da dire.
Proprio in campo letterario si è formata una vera e propria casta di autori che raggiungono successi vertiginosi già con il primo romanzo e che poi, o spariscono dalla scena per manifesta totale incapacità, o si puntellano l’un l’altro, in una sorta di società di mutuo soccorso che galleggia in un limbo di pseudo intellettualità del tutto autoreferenziale.
Per chi tiene le leve del potere costoro sono una manna, con i loro libri in cui nulla si dice di nuovo, oppure nulla proprio si dice, idonei a perpetuare la letargia di molti lettori, attratti più dalla copertina che dal contenuto.
Poiché non c’è mai sostanza, ma solo apparenza, il responso del mercato sarà tanto più favorevole quanto maggiore sarà la pubblicità.
Sempre disponibili a dibattiti da comari, incanteranno con il non senso delle loro parole un pubblico che scambierà un discorso vuoto per un alto concetto, che perdonerà certi svarioni in italiano, chiamandoli nuovo linguaggio, e che si entusiasmerà per il prossimo libro che deve uscire senza aver prima letto, con metodo e attenzione, quelli già pubblicati.
Così, piano piano la valutazione si trasferirà dall’opera all’autore, dalla fatica della lettura di centinaia di pagine ripetitive all’orgasmo psichico di trovarsi davanti a lui, al creatore del lavoro, un bel giovane dalla voce magari sensuale, senza che sia necessario ascoltare quel che dice.
Ecco spiegato un ulteriore motivo di successo dei mediocri, un mezzo indispensabile per sopire menti già quiescenti, in un asservimento ai desideri del potente di cui il mediocre crederà di essere l’artefice senza rendersi conto di essere in verità un altro involontario anello del sistema.

lunedì 15 aprile 2013

Un sguardo verso il cielo

                                                          Parco Eolico in Calabria

                                                       Le Orme  Uno sguardo verso il cielo

venerdì 12 aprile 2013

Scandalesi nel Mondo


                                                         Famiglia Cirillo in Canada

                                                   
                   
                                                       Famiglia Noce in Germania


                                                           Scandalesi in Emilia
                                         

lunedì 8 aprile 2013

Primavera

PRIMAVERA    (Scandale)

Ntra la scìoddra, 'mpaccì 'u puzzu,
su’  jiurut’i   fieddrurazzi;
è  spicata  già  l’ervuzza
e  Titina  li  pannizzi
a  ru  suli   spampinazza.
-Si nd’è jiutu, cchi  biddrizza,
finalment’u   mis’i   marzu –
pensa  e  tutta  già  si  sbrazza
mentri  spanda  ri   pannizzi.
Palumbeddra  senza feli
è  vinuta  Primavera.
Genti  san’e  jumburuta,
lienti, grassi e sguaddrarati,
si su’  tutti  rivijjiati
e tant’arvuli  spicati
paran  puru  li malati.
Giuvineddra passeggera
è d’a  vita Primavera.
Cuomu rosa  profumata
dop’appena  ‘na  jiurnata,
tutta  muscia  e spampinata
lestu lestu  si  ‘nd’è  jiuta.
          
                                                                     Nicola  Paparo    



Primavera Di Praga

  
Di antichi fasti la piazza vestita
grigia guardava la nuova sua vita,
come ogni giorno la notte arrivava,
frasi consuete sui muri di Praga,
ma poi la piazza fermo la sua vita
e breve ebbe un grido la folla smarrita
quando la fiamma violenta ed atroce
spezzo gridando ogni suono di voce...

Son come falchi quei carri appostati,
corron parole sui visi arrossati,
corre il dolore bruciando ogni strada
e lancia grida ogni muro di Praga.
Quando la piazza fermo la sua vita,
sudava sangue la folla ferita,
quando la fiamma col suo fumo nero
lascio la terra e si alzo verso il cielo,
quando ciascuno ebbe tinta la mano,
quando quel fumo si sparse lontano,
Jan Hus di nuovo sul rogo bruciava
all'orizzonte del cielo di Praga...

Dimmi chi sono quegli uomini lenti
coi pugni stretti e con l'odio fra i denti,
dimmi chi sono quegli uomini stanchi
di chinar la testa e di tirare avanti,
dimmi chi era che il corpo portava,
la citta intera che lo accompagnava,
la citta intera che muta lanciava
una speranza nel cielo di Praga,

dimmi chi era che il corpo portava,
la citta intera che lo accompagnava,
la citta intera che muta lanciava
una speranza nel cielo di Praga,
una speranza nel cielo di Praga,
dimmi chi sono quegli uomini stanchi
di chinar la testa e di tirare avanti,
dimmi chi era che il corpo portava,
la citta intera che lo accompagnava,
la citta intera che muta lanciava
una speranza nel cielo di Praga,

dimmi chi era che il corpo portava,
la citta intera che lo accompagnava,
la citta intera che muta lanciava
una speranza nel cielo di Praga,
una speranza nel cielo di Praga,
una speranza nel cielo di Praga... 
     
                                                                Francesco Guccini 

domenica 7 aprile 2013

Beppe Voltarelli - cantautore e attore-

Dal 1991 al 2005 è stato il cantante de Il Parto delle Nuvole Pesanti. Dal 2006 conduce carriera solista.



sito ufficiale: Beppe Voltarelli

Con Il Parto delle Nuvole Pesanti 

Nel 1991 fonda insieme a Franco Catalano e Salvatore De Siena, Il Parto delle Nuvole Pesanti, band conosciuta in Italia per la sua musica folk-rock sperimentale.
Dopo un viaggio a Palermo, in cerca di stimoli umani e musicali, al trio originario si uniscono nel 1992 Marco Rausa (voce, mimo e tromba), Davide Peri (sax), Giorgio Simbola (banjo e trombone), Giovanni Tufano (chitarra classica), Carlo Di Lorenzo (chitarra elettrica), Fabio Bonvicini (organetto e flauti) e Amerigo Sirianni (mandolino).
Alberto Pirelli (storico produttore dei Litfiba) li nota dopo il CD d'esordio Alisifare e decide di metterli sotto contratto, ma l'operazione non riesce. Il secondo album sarà prodotto dall'etichetta romana Helter Skelter.
La formazione si riduce a nove elementi per l'album Pristafora e, successivamente, a quattro, nel corso della lavorazione di Quattro battute di povertà. Entrano nella band il bassista Mimmo Crudo e il batterista Mimmo Mellace, esperto di world music e già elemento dei Re Niliu. Della formazione originale restano solo Voltarelli e De Siena.
Nel 1997 esce l'album 4 battute di povertà, prodotto dalla Lilium dei fratelli Onorato di Monza e distribuito dalla Sony Epic: l'album diviene apripista di un genere denominatotarantella punk. Brani come Lupu, 10 100 1000 e Riturnella diventano simboli di questo nuovo genere che utilizza il tamburello e la fisarmonica su basi punk. Da questo album vengono tratti nell'ordine due singoli: Sule e la reinterpretazione del brano L'avventura di Domenico Modugno. 4 battute di povertà fa crescere il successo del gruppo, che partecipa al Concerto del Primo Maggio a Roma (1999), al Premio Italiano Musica come rivelazione dell'anno (1999) e al Premio Tenco (partecipando in tre occasioni: 1998, 1999, 2001).
La maturità giunge con il disco Sulle ali della mosca (2000), con la collaborazione di Teresa De Sio e Roy Paci; il singolo Ciani diventa una hit e sigla di Caterpillar (RadioDue).
Nel 2001 il Parto realizza le musiche dello spettacolo teatrale "Roccu u stortu"[1] scritto da Francesco Suriano e interpretato e diretto da Fulvio Cauteruccio della compagnia Krypton di Firenze trasmesso su RadioTre, e mandato in onda su Raidue nell'ambito del programma Palcoscenico. Nel 2003 realizza con il regista Giuseppe Gagliardi "Doichlandia", un documentario "gastronomico-musicale" un viaggio nella Germania degli emigrati calabresi.[2] Il film viene premiato al Torino Film Festival 2003 (giuria presieduta da Vittorio De Seta) per l'apparente leggerezza con cui tratta il tema dell'emigrazione Nel 2004 esce il disco "Il Parto" (Storiedinote) che segna una svolta "etno-autorale" in cui la tradizione mediterranea si fonde con l'impegno civile . Il videoclip Onda calabra si aggiudica il premio Migliore Videoclip d'Autore. Il 2005 segna il ritorno del Parto al concerto del Primo Maggio a Roma per un omaggio ai settant'anni di Enzo Jannacci.
Dal 1991 al 2005 Voltarelli registra nove album con la band Nel 2005 lascia il gruppo per dedicarsi alla carriera da solista.




Carriera solista

Nel 2007 esce la sua prima fatica da solista dal titolo Distratto ma però. Prodotto artisticamente da Alessandro Finazzo (Finaz) della Bandabardò) vede la partecipazione di Roy Paci, Sergio Cammariere, Pau dei Negrita e Giancarlo Cauteruccio. Il disco entra nella cinquina dei finalisti per la targa Tenco 2007 riservata alle opere prime partecipando alle serate conclusive del Premio Tenco al Teatro Ariston di Sanremo. Il brano Distratto ma però viene inserito nella colonna sonora del film Fuga dal call center, opera prima di Federico Rizzo che partecipa al Festival Internazionale del cinema di Karlovy Vary nella Repubblica Ceca. In Fuga dal call center inoltre, Peppe Voltarelli recita la parte di meridionale, guardia giurata e cantante, che ferma la protagonista Isabella Tabarini in un discount perché la scopre a rubare un test di gravidanza.
Del film La vera leggenda di Tony Vilar di Giuseppe Gagliardi[3], Voltarelli è autore delle musiche e interprete. Il film viene presentato alla prima edizione della Festa del cinema di Roma (2006), al Tribeca Film Festival di New York (2007), al Calgary International Film Festival (2007), all'Italian Film Festival di San Diego (2009), al Festival del Cinema Italiano di Belgrado (2008), al Weird Mob di Sydney (2008) e al Buitoni Film Festival di Dublino (2008).